Io oggi voglio che mi leggi proprio tu. Tu che pensi di non essere abbastanza. Che non sai cosa vuoi dalla vita. Che ti sei svegliato ieri e hai capito che vuoi studiare medicina e poi dopo il primo semestre ti chiedi perchè non sei andato a raccogliere avocado in Australia. Volevo che mi leggessi tu, che hai appena mollato il tuo ragazzo, quello che credevi ti avrebbe portato all'altare. Lo stesso al quale hai fatto mille promesse e che ancora aspetti che ti regali i fiori al tuo compleanno. Che, minchia, manco all'anniversario te li ha fatti! Tu che ti chiedi come hai fatto a stare con uno così e sei convinta che i casi umani capitino tutti a te e ora non troverai mai più uno come lui. Nonostante i fiori. E le sue bugie. E quelle cazzo di partite ogni santa domenica. A lui e quel fantacalcio di merda che porca miseria abbiamo 40 anni!
Scrivo a te, che hai investito una vita a studiare digital marketing e ora che sei il project manager di quella grande azienda, Milano ti fa schifo. E pure la segretaria con il suo Chanel n° 5 che sorride bevendo il suo smoothie proteico. Marrone. Meglio Rosalba. La bidella delle superiori con la sua banana a merenda che ti diceva sempre "Il potassio fa bene!" Forse dovevi seguire una strada diversa. Forse stavi meglio a Cagliari. Non saresti stato il grande project manager che sei oggi, ma ti risparmiavi le piogge, restavi al mare, avevi il mercato con la frutta di stagione e non l'uva senza semi dell'Esselunga. E sopratutto, potevi mangiare a casa di nonna le domeniche. Non da oTTo.
Ma scrivo anche a te che ti sei sposata finalmente e fai la bella vita a Londra, con il tuo grande accento British, tuo marito che fattura e le tue belle lezioni di pilates ogni Tuesday. A te che ogni sera ti chiedi perchè non hai mai viaggiato quanto desideravi e ti chiedi se sia stata davvero la scelta giusta trasferirsi a Londra. E sposarsi. E iscriversi a pilates. E ti colpevolizzi, ti dici che ormai va così e ti compri un bel pacchetto di sedute da Uno Bravo per capire come trovare il tuo equilibrio.
Scrivo anche a te, che non sei mai partito dal tuo paesino di 6000 anime. Che guardi mille video su YouTube per illuderti che si stia meglio altrove. In una grande città. Che dovresti andare in Canada, che alla fine puoi tutto e che starai meglio. Però poi resti insieme alle altre 5999 anime del tuo paese e non ti perdi nemmeno una delle mille sagre che fate. Ogni anno. Puntuale. Sei lì.
Scrivo a te che sei convinta di farcela questa volta ad entrare in graduatoria. Che hai studiato tanto ed hai i contatti giusti. A te che "una volta che ho il posto fisso è fatta".
Siete tutti la stessa persona.
Siamo tutti dove vorremmo essere sperando di essere altrove.
Se avessi raccolto avocado in Australia, ti saresti chiesto perchè non hai invece finito medicina che potevi "fare i soldi" invece di spaccarti la schiena nelle farms con sti ragazzetti. Se fossi ancora con il tuo ex, anche senza fiori, avresti comunque qualcuno con cui guardare Masterchef quest'anno. Ti saresti detta. E persino le lezioni di pilates il Tuesday sono meglio del gruppo mamme dell'oratorio di San Matteo!
Ci facciamo andare bene quello che abbiamo e ci diciamo che va bene così, ma non va bene così. Non va bene per un cazzo!
Abbiamo ogni diritto di pensare di essere altrove, ma bisogna capire perchè siamo dove siamo.
Passiamo una vita intera a chiederci come diventare la miglior versione di noi stessi e nel farttempo ci perdiamo la vita stessa che passa, che scorre, che ci insegna e noi restiamo sordi e ciechi perchè stiamo cercando il "nostro equilibrio". Per poi sentirci costantemente persi. Infinite crisi esistenziali. Una prima dell'univeristà. Una dopo. Una prima di quella famosa gara. Una dopo aver detto sì alla donna della nostra vita. Una verso i 30 e una dopo i 40. Sempre in crisi siamo. E perchè siamo in crisi?
Io non lo so. Non posso saperlo. Non sono te. Non combatto le tue battaglie. Ma conosco la sensazione. Quella costante sensazione di non essere mai abbastanza. Di non sentirti mai arrivato. Di non essere ancora dove vorresti essere.
E sai cosa penso? Che sei esattamente dove dovresti essere. Perchè se così non fosse, ti muoveresti. Andresti altrove. Non siamo alberi. Non abbiamo radici.
Se domani non esistessero più i social, tu manco lo sapresti che con il Working Holiday Visa potevi raccogliere avocado in Australia. Se non esistessero i social, tu manco ti iscrivevi a pilates! E allora faccio tutto perchè lo dicono i social? Se tolgo i social starò meglio?
Starai sicuramente meglio, ma non perchè capirai cosa vuoi davvero, ma perchè avrai tempo per farlo senza lasciarti condizionare dagli altri. Ma gli altri sono anche la tua famiglia. Sono tua sorella che prende tutti 10. Tuo papà con lo studio avviato. Il nonno con l'azienda di famiglia. La mamma single che non ha mai fatto successo e punta su di te. Gli altri sono anche il vicino con il cane al guinzaglio che ha il macchinone e tu manco la patente.
Viviamo condizionati dall'idea che ci manchi sempre qualcosa. Viviamo condizionati da noi stessi. Dalla paura che dobbiamo per forza fare grandi cose nella vita. Ma sai che anche andare a pranzo dalla nonna ogni domenica è una grande cosa? Ti sei mai reso conto che anche non aver finito gli studi per fare il padre è una grande cosa? Ma lo sai che anche se non vivessi a Londra potresti avere un accento British e fare pilates? Ma sai che in Australia ci sono villaggi dove 6000 anime non le raggiungono nemmeno quando capita qualche turista?
Basta* credere che bisogni andare via, che serva una laurea, che servano i soldi, che devi saper fare qualcosa. Devi saper vivere. Vivere come vuoi tu. E puoi farlo anche senza soldi. Anche senza laurea. Anche senza quello stronzo che non ti regala i fiori.
No, non attacchiamo con "I can buy myslef flowers" e la grande bugia che si può stare bene da soli. Cazzate. Siamo tutti esseri indipendenti ma non siamo tutti eremiti. Serve l'altro. Serve il confronto. Serve non stare soli. Quindi sì, comprati pure i fiori da sola ma esci di casa e fai amicizia. Col vicino, col becchino, con la nonna alla fermata dell'autobus, con la donna incinta dal medico, con la bambina al parco che raccoglie margherite. Anzi no, la bambina no. Che di sti tempi..
Quello che sto cercando di dire è che a volte, la risposta più ovvia può essere anche quella giusta. Quello che sto cercando di dirti è che non sei solo, che le crisi esistenziali le abbiamo tutti e che ognuno di noi si sente come te: non all'altezza. Mai arrivato. In crisi.
E chi dice di no, oh well, mente. O sta messo male male. Te lo posso davvero assicurare. E te lo può confermare anche il tuo Uno Bravo. Dopo un paio di sedute.
Vai dallo psicologo, fai pilates, finisci gli studi, sposati, compra i fiori alla tua ragazza e fai il padre. Ma fai tutte queste cose solo se vuoi farle davvero. Che credimi, la crisi ti verrà comunque. E ti verrà ogni volta che farai delle scelte per gli altri o che non sono tue al 100% o che ti allontanano da te stesso, da quello che davvero vuoi. Perchè il segreto della vita è che puoi mentire a chiunque, anche a te stesso, ma poi la verità verrà a prenderti e dovrai farci i conti. Che tu abbia passato o meno l'esame di matematica due.
Non importa se non finisci gli studi. Se molli la tua ragazza dopo 13 anni di fidanzamento. Se decidi di farti prete mentre tutti bestemmiano. Non importa se non puoi andare in vacanza perchè non hai amici. Fregatene di chi ti dice che nel paese X si sta da dio. Si starà anche da dio, ma PER LORO! Tu non lo sai come staresti davvero.
Se smettessimo di lasciarci condizionare, anche solo da noi stessi, avremmo crisi più gestibili e sicuramente più brevi. Siamo tutti esseri erranti che non sanno cosa fare delle loro vite, che non sanno mai quale decisione sia la migliroe e che vivono di indecisioni. Ed il motivo è sempre lo stesso: non facciamo davvero quello che vogliamo. Ci stiamo scollegando da noi stessi.
Tu però, devo dirtelo, sei diverso. E sai perchè? Perchè la maggior parte delle persone non legge più. Molti non sarebbero arrivati fino a questo punto. E non perchè non dica cose interessanti o perchè non si riconoscano nelle cose che leggono, ma perchè non hanno tempo. Non hanno tempo per se stessi.
Tu hai trovato il tempo per leggermi e questo è tempo per te. Perchè volevi risposte, perchè eri incuriosito, perchè ti sei sentita capita, letta, ascoltata, vista. Perchè non avevi niente di meglio da fare. E allora sai cosa? Se sei arrivato fino a qui per qualsiasi motivo, anche tra quelli che ho elencato, non sei messo male male. Sei lì a farti le domande giuste. E anche se non la vedi la luce, quella alla fine di questo tunnel che stai attraversando, sta lì. Fermati, attraversa davvero questo tunnel e chiediti cosa può davvero aiutarti, cosa vuoi davvero da questa breve vita che ci hanno donato. Quando lo capirai o quando penserai di avere un'idea, seguila. Se ti porta alla luce, era quella giusta. Se ti perdi ancora, non necessariamente vuol dire che fosse quella sbagliata, magari sei cambiato tu. Sono cambiati i tuoi bisogni. E ti ascolterai ancora. E troverai la tua strada. A 20 anni come a 50. Purchè tu lo voglia davvero.
Ora devo fermarmi, non perchè non abbia tempo o cose da dire, ma perchè serve tempo a te. Per digerire le cose che hai letto. Per comprenderti. Datti tempo. Rispetta i tuoi tempi. Credimi, hai solo questa vita e devi prenderla sul serio. O lo farà lei e non so quanto ne potrai poi uscire illeso.
Grazie per avermi letto.
* Rileggi quel Basta come Stop, non basta nel senso che serva quello.