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giovedì 24 gennaio 2019

Self note #1

This is more for myself guys than for all of you out there. I know that.
You may speak English as well and you're able to read all of this - may with a really strong Italian accent, I got you - but that's not the point.
This is a test for me, a self note I'd say. It's all about me. It's always about me. You.
People think we do stuff, we say things, we think about or for them, but in the end of the day, do we? Do you? Do I?
I know for sure I don't dress up or use any make up for someone else. I know for sure I never care about what other people may think about me. I should. Should I? Should I be worried about what you think about me? Shall I really pay attention about your silly comments about me and the way I dress or the way I wear things or .. Really?
I don't. I can't. A life spent thinking about what other people think about us is not a life! If my life, my decisions are made because of others, well, what kind of life am I living? Who's living my life? This life belongs to me and I wanna live my life the way I want to, the way that makes me happy, the way that makes me feel me, alive, free.
Can we actually be free? Can we be so close to freedom to think we are actually free? Do we really actually want to be free? Do you? Do I?
I mean, think about that. Pretend for a day you can be free. What are you thinking about? Are you thinking about wake up at any time without an alarm? Are you thinking about stay in bed all day? Are you thinking about moving to another country? Are you thinking about do not go to work or go to work and say to your boss he's shit and makes you feel shit and you don't deserve it? What would you do to feel free? What could make you feel free? What are you thinking about if you can figure yourself free? Like properly free?
People always talk about freedom and the fact we're not free and this system makes us not free and bla bla bla and .., STOP!
We are free. You are free to do not set up an alarm. You are free to spend a whole day in bed. You are free, we all are. We just don't want to be. If you really wanted to be free, you were. You just don't want to. I am sure about it. Because sure thing is that we all are free, someone less than others but that's not your case. How do I know that? You are reading this. If you were not free, like some people may are, you were not able to read all of this. Or to copy and past and translate all of this and still being able to read all of this.
What people like you usually forget, is that we are free. Free to be yourself, free to wear what the fuck you want to. Free to love who you really want to love. Free to go wherever you want to be. We just don't really believe in us so strongly like we should. That's the problem, I guess. And I can't tell you what to do about it coz I'm not that one. And coz no one can actually tell you what makes you free or can make you a self lover! Because it took me nearly 29 years to understand I wanted to be free, to realise I was born free and I meant to stay free for the rest of the days I still have to live in this life. And I can't tell in words how hard the process to come back to me has been. I can't even tell myself if I'm actually back to me, but I'm working on it. I'm working on that little silly girl who believes in herself and her sweet dreams and she knows she can make her dreams her reality and no one can stop her.
No one can stop you. Us. There's no system so strong to manipulate the true you and let that part of you run away from who you are. But yes, this system can manipulate the way you think you are to run away from the real you. It's complicated and I'm not expecting you to learn from this diary anything and I'm not expecting you to understand what I am writing and what I mean. Because, I said that at the beginning, this is not for you. This is a self note. And that's all it meant to be.







#WeAreFree

domenica 13 gennaio 2019

#DajeMu

Immagina se potessi decider davvero cosa fare della tua vita.
Immagina, se bastasse chiudere gli occhi e decidere dove essere, con chi e cosa fare. Tu lo sapresti cosa scegliere? Cioè, riesci davvero a chiudere gli occhi, immaginare una cosa e dire con certezza: sì, è ciò che voglio? No perchè io non riesco. Io dovrei chiudere gli occhi ogni giorno anche più volte al giorno per capire che cazzo voglio dalla vita. E non sto scherzando. Se potessi davvero chiudere gli occhi, immaginarmi in un posto, in una situazione e viverla, avrei bisogno di richiudere gli occhi ancora ed ancora ed ancora ed immaginarmi in un'altra situazione, con altra gente, a fare altre cose.
Quando ero piccola, sapevo con certezza che da grande sarei diventata un ottimo medico chirurgo e avrei viaggiato tantissimo per lavoro. Dicevo con certezza assoluta - quella che solo un bambino ha davvero - che sarei stata a Euston per la specialistica in chirurgia plastica e poi sarei rientrata in Italia, comprato un attico a Roma e avrei lavorato come medico chirurgo in qualche clinica privata, spendendo le mie ferie in Africa a salvare bambini, senza mai avere un giorno libero.
Questo era quello che volevo. Riuscivo anche a far ammazzare tutti i miei parenti dalle risate ogni natale raccontando la storia della mia fortunatissima carriera da medico. Riuscivo persino ad immaginare il mio mega attico tutto minimalist con una mega statua di Buddha al centro dell'ingresso. Il tappettino fuori la porta con la scritta VATTENE. Ero davvero piena di fantasie e, credevo, certezze anche!
E fino ai 19 anni ho portato avanti questo sogno. La scelta del liceo era mirata alla successiva tappa universitaria. Le estati a studiare vetrini erano mirate a quei maledetti test d'ingresso. I miei risparmi erano destinati alla specialistica che avrei dovuto fare assolutamente all'estero! 
E niente, poi cresci e ti spezzano le ali. Cresci in Italia e ti ammazzano le emozioni. Cresci che sogni e riesci a stento ad avere incubi poi. Questo ti succede. Ma tu sei forte, te ne fai una mezza ragione, ti crei la tua corazza e ti reinventi. Quando mi hanno ammazzato il sogno più grande che avevo, ho capito come funzionano le cose. Quando ho visto in faccia la realtà, i soliti finti ignoti più figli di papà degli altri, le mazzette passate agli esami, i "prof ti saluta papà" ed ecco il 30 sul libretto, ho capito che io non ero fatta per quel mondo di menzogne e che se scendere a compromessi is the new black, fanculo. Fanculo anche al sogno più grande che avevo. Tanto le più grandi certezze se ne stavano andando. Mio padre ci stava abbandonando, la famiglia del mulino bianco che eravamo stati svaniva e pure le amiche che credevo ci sarebbero state sempre sparirono nel nulla. E così un sogno in più ammazzato non faceva la differenza. 
Ma siamo Italiani, siamo anche del Sud, di quell'Italia che tanto male fa e tanto ti toglie, così ti fai forza e te li crei dei sogni nuovi e vai vanti lo stesso. 
Ma gli anni passano, personalmente, non esistono scelte che prenda e che mi facciano dire "sì, è questo ciò che voglio". Perchè io non lo so cosa voglio e, detto tra me e te, sto bene così.
Ho lasciato l'Italia 5 giorni dopo la mia seduta di laurea e me ne sono venuta nel Regno Unito con il sogno dell'Australia. Progetto iniziale: miglioro il mio inglese, vedo com'è la vita all'estero, vedo se sono pronta a lasciare casa e se tutto va come mi auguro, tra 6 mesi sono in Australia.
Usare l'Inghilterra come tester era il piano. Era il trampolino di lancio per finire dall'altra parte del mondo.
Siamo nel 2019 e sono ancora in UK. Certo, mi sono spostata in Scozia, ma in Australia ancora non arrivo. E sono passati quasi 5 anni, non 6 mesi come dicevo.
E ho cambiato case, ho cambiato lavoro, abitudini, ho fatto carriera, ho fatto i soldi, ho mollato, ho inseguito un sogno nuovo, sono caduta, mi sono fatta un male atroce, mi sono rialzata e anche se ormai ho la forza di chi può fare davvero tutto e andare ovunque, mica lo so cosa voglio. 
Un giorno voglio fare la professoressa, un altro voglio fare la guida turistica, poi voglio anche fare la pittrice, ma anche l'interprete non mi dispiace, ... E potrei continuare all'infinito. Ecco perchè la gente che dice "Ah se potessi" oppure peggio "Se solo fosse così facile" non la capisco. Perchè a potere puoi, a farla facile pure, ma provala a fare una cosa, poi fammi sapere se quando ci riesci è davvero quello che volevi. 
Siamo tutti eterni insoddisfatti e ci sono poi le due sottocategorie: I negative e I positive. La prima categoria è insoddisfatta e si lamenta e si lamemta e sempre si lamenta e non fa un cazzo per cambiare la situazione. I positive pure si lamentano, ma poi sai che fanno? Ricominciano. E lottano per qualcos'altro che li renderà comunque insoddisfatti ed incompleti e allora ricominciano tutto di nuovo.

Io faccio parte della seconda categoria. Io mi sento insoddisfatta, mi lamento e mi invento un nuovo progetto. Che poi, se chiudo gli occhi, già me ne invento un altro di progetto, però ci credo. Ci credo davvero. E allora apro gli occhi e mi rimbocco le maniche.
E io, entro questo Dicembre 2019, me ne vado da questo Regno Unito. Io, entro questo anno, ci provo davvero ad andare in Australia. 6 mesi che sono diventati 5 anni non possono diventare 6 anni. Lo devo a me stessa. Lo devo alla ragazza che nel 2014 prese e mollò tutto con una valigia piena di sogni. Questi sogni, come dice il blog stesso, non sono fatti per restare chiusi nei cassetti. I miei sogni, valgono, così come valgono i tuoi, così come valgono quelli dei bambini. Solo che con la saggezza di chi non pettina più le bambole e gioca a soldatini, dobbiamo farci forza e andare a prenderli per mano questi sogni, affinchè ci guidino verso chi siamo veramente, affinchè ci portino ad essere di nuovo quel bambino che tutto sa e tutto può. 
Che sei solo più alto di quando avevi 5 anni, ma, ricorda sempre, che sei la stessa persona. Sei sempre quel bambino di 5 anni. E allora sogna! Chiediti chi sei e vai a conquistarti. Io così faro .. 







#DajeMù 

lunedì 31 dicembre 2018

Quando una stella muore

Anche quest'anno siamo arrivati alla fine. Per quanto mi riguarda, meno male anche!

Sui social ci sono valanghe di post e foto di gente che ha avuto un anno fantastic - leggete fantastic alla francese direi, suona meglio eh? - e sono certa che se attivassi l'opzione "social media" anche il mio sembrerebbe un anno meraviglioso, fatto di foto e filtri magici, pieno di sorrisi e bei momenti. Ma questa è la realtà dei social, non la vita vera. Ma che davvero avete creduto che il collage delle 9 foto funzionasse? La vita vera, se potesse mostrarci i "best moment 2018" ci sputerebbe in faccia tutti i momenti di agonia e malessere che abbiamo vissuto. Ricordandoci sì che grazie al cielo un altro anno se ne va, ma che ne sai di cosa ti aspetta nel 2019? Puoi dire grazie che chiudi anche questo cerchio, ma bada bene nell'essere così euforico per il nuovo anno che poi, alla fine, ma che ne sai?

Il 2018 è stato un anno particolare e dire particolare significa dire tutto e dire niente. A Gennaio la mia depressione era al suo apice direi ed i sintomi di insoddisfazione erano alle stelle, così, dopo non esser riuscita nel 2017 a vedere la mia mamma nemmeno una volta, finalmente a Febbraio scendo in Italia per il mio compleanno; mi rigenero. Mi ricordo chi sono, mi guardo allo specchio e vedo la guerriera che vive in me e che si ricorda che stare lì a piangersi addosso, a dire che tutto fa schifo e che stavo meglio in Inghilterra non aiuta se prima non lotto con tutta me stessa per cambiare la situazione di stallo in cui ero. Sei stanca della Scozia dopo solo pochi mesi? Edinburgh è fantastica ma stai troppo male? Ok, bene che lo hai capito, ma cosa stai facendo per migliorare questa situazione? Chiami tua mamma in lacrime e ti lamenti ogni giorno con le persone che senti più vicine - Piera grazie che ci sei sempre stata, amica mia, sei stata una vera ancora. Ancora ci penso! - ma poi che fai? Alzati, muovi il mondo - e anche il culo che stai ingrassando a dismisura e non ti stai più amando come un tempo ben facevi - e lotta per cambiare le cose e solo dopo averci provato, se va male, ti puoi lamentare! E così è stato.
Sono rientrata ed ho cambiato casa, ho avuto altre esperienze negativissime - raga quando la sfiga attacca, nun te molla facilmente, avoja a dì -, ma io ero positiva e sono arrivata fino a Giugno ,quando, scesa di nuovo in Italia, mi sono chiesta se non fosse arrivato il momento di cambiare ancora.
E ancora una volta la mia Foggia, la mia famiglia, la mia Ida e la mia Piera , ma anche le amiche di sempre, mi hanno sostenuto e aiutato a capire che cavolo se una cosa la vuoi ma vai e prenditela!
Così rientro in Scozia dalle ferie e mi licenzio, basta. Luglio è stato il mese della rivolta.
Fanculo la carriera, ma anche ciao ai soldi, io voglio essere più libera, voglio un lavoro magari dove viaggio di meno, ho meno responsabiltà, faccio anche la fame con uno stipendio medio, ma ho più tempo per me stessa, esploro un campo diverso, nuovo, mi metto alla prova, faccio esperienza. Lavoro 40h la settimana per soli 4 giorni. Sono libera ogni sera dalle 6 e non lavoro mai nei weekends. Andata, ci metto la firma! Così ad Agosto inizio questa nuova avventura e a Settembre cambio di nuovo casa e ad Ottobre cambio sede e poi a Novembre ancora cambio casa. E il vortice ricomincia. La casa abitata - o infestata? - da gente negativa, da persone che sono tossiche, dove non c'è igiene, dove per due mesi manca l'acqua calda, dove la muffa ci sta mangiando vivi e dove ho rischiato di nuovo di ricadere in depressione. E allora no, allora scendo a casa per Natale, visto che il mio ultimo natale a casa risale al 2013 e mi ricarico. Mi circondo degli affetti più rari, mi rendo conto che anche le persone che più credevo mi amassero hanno delle vite loro e se ne fregano - non tutte, ma a modo loro molte sì - di chi sei, cosa stai passando e di cosa hai bisogno, perchè anche loro combattono con i loro demoni e se prima si parlava e si combatteva insime ora sono così prese dai cazzi loro che non hanno idea di quanto tu hai bisogno anche solo di un "hey, io ci sono". Come ben dice la mia dolce stella Oriana, tutto ha una fine. E me ne capacito. Realizzo che è così e decido di mettere fine alla vecchia me che vuole sempre cercare l'aspetto positivo in tutto e tutti. Non voglio diventare la nuova Leopardi, ma anche no, voglio solo capire che alle volte bisogna davvero che certe persone, circostanze e situazioni prendano il loro corso e il segreto per stare meglio è lasciarle andare. Le persone. Le circostanze. Le situazioni. 

E così, l'ultimo giorno dell'anno, se guardo indietro ogni singolo mese passato, mi rendo conto che cazzo, ma che cosa mi è successo? Ma come ho fatto ad uscirne viva? Ma che forza ho? Ma allora è vero che chimicamente siamo fatti della stessa sostanza delle stelle! Ma allora anche io ho brillato. E brillo ancora! Ma allora come se una stella morta la vedi ancora lucente dalla terra, allora anche io che mi sono sentita così morta dentro ancora brillavo? E allora, signori miei, io voglio essere ancora più lucente, voglio prendere in mano la mia vita, fare tesoro delle brutte esperienze del 2018 e farne il mio punto di forza per questo nuovo anno. Ed anche se non so come sarà, io lo aspetto. E lotterò con tutta me stessa affinchè sia l'anno migliore. Affinchè io sia forte e brilli. Farò di questo 2019 la mia rivincita. 

Alle volte, credere nei propri sogni e progetti è tutto ciò che serve. Non importa quante volte devi cadere, farti male, rialzarti, sentirti solo, subire le negatività degli altri, fallire, ... Sarai sempre lì a crederci e quando poi vedrai che luce emetti, sarai ripagato di tutto.
Ho deciso di sposare la teoreia per cui non esistono fallimenti, ma solo lezioni. E allora, sono pronta per una nuova lezione; sono qui per imparare ed imparerò a risplendere come solo una grande star sa fare. 


Buon anno a tutti e sappiate che non siamo soli. Mai. 

sabato 1 settembre 2018

Massimo


Well, non so nemmeno da dove cominciare. Potrei iniziare dicendo che sto bene anche se non sto per niente bene, dal fatto che mi sembra sia una Domenica ma è solo un Sabato, dal fatto che è appena iniziato in nuovo mese e che qui sembra che piova da sempre e per sempre. Potrei dire anche che tutto ciò che scrivo si autoevidenzia come errore perchè scrivo in Italiano con una tastiera impostata in Inglese e con il correttore in Inglese, appunto, e sembra che stia facendo una miriade di errori. Errori. Quanti errori si possono fare nella vita? Cioè esiste tipo un numero Massimo di errori che uno può fare? Tipo per la mia tastiera Massimo è uno, è un nome, ha diritto alla lettera maiuscola e non importa se io non stessi citando Massimo, il tizio, il presunto Massimo di turno, ma stessi usando la parola massimo inteso come gran numero, come quantità insomma; no, per la mia tastiera, per il mio correttore ortografico è un errore. Però non lo è.

Quindi tipo può essere che uno pensa di fare una cosa giusta e arriva il signor tizio che lo corregge e dice "Ehi bellezza questo è in errore!" E tu stai lì a dire "Ma no ma cosa dici? Ma io intend" "Ehi bellezza questo è un errore!" "Ma no ma guarda che io volev " "Ehi, è in errore! Guarda te lo correggo, si fa così." E tu accetti che sia così. Hai fatto un errore. Anche se non lo hai fatto. Però c'è il tizio correttore che ti giudica e ti sorveglia e ti dice “Ehi bellezza, hai fatto un errore, eccolo, te lo evidenzio. Anzi, io te lo correggo proprio così tu nemmeno lo puoi vedere come errore, hai sbagliato e via, io lo correggo.” E tu non puoi far capire che invece non era un errore ma intendevi un'altra cosa. Non puoi. Perchè non è lì sottolineato in rosso che tu pensi e dici “Wait, forse mi sa che c'è un errore.” No, tu non puoi vedere dove hai sbagliato, sei stato corretto e basta. End of story. 

Quante volte magari veniamo giudicati per un’idea, un pensiero, una scelta, un progetto, un sogno e veniamo persino corretti, gente che sta lì e mette bocca su cose che non riguardano loro e non solo ne parlano, stanno anche lì a commentare, a correggere quel tuo modo di vedere, di pensare, di reagire, di fare, .. E noi facciamo lo stesso. Non stiamo qui a leggere e dire “Ah si be’ ha proprio ragione lei, quella cessa del piano di sopra che mi ha fatto questo” “Quel barista quel giorno che si è permesso di dirmi” “Ma quell’arpia che pensavo fosse mia amica e poi invece visto che ha fatto?!” Nah! Noi siamo stati quella cessa, quell’arpia e quel barista almeno una volta, e sono stata brava a dire almeno una. Perchè è così. Perchè veniamo giudicati sempre e ci sentiamo in dovere di giudicare. Di dire sempre la nostra o per lo meno di pensarla. Perchè c’è sempre l’errore dell’altro da correggere, mai da evidenziare. Perchè è cosi che lo intendo io e allora così dev’essere. E invece no. E invece tante volte, forse la maggior parte delle volte, noi, la cessa di sopra, l’arpia dell’amica, il barista, volevamo dire solo massimo, ma invece per il correttore di turno, è Massimo. E non si discute.

Poi però c’è chi se lo rilegge il testo che ha scrirro e magari nota quella M che doveva essere m e quindi si interroga. Ci ride anche su. Te le fai quelle due belle risate davanti a Massimo quando tu intendevi massimo. E sai che pensi? A me non importa se lui ha corretto in Massimo il mio massimo e tutti vedreanno Massimo invece di massimo, io, in cuor mio, nel mio piccolo, so che cosa intendevo e me ne importa poco se per la cessa, l’arpia ed il barista sarà sempre e solo Massimo, io so che intenedevo massimo, allora va bene così. Tanto, l’ho scritto io, lo so io cosa volevo dire. A loro lascio credere che stia sbagliando, che è meglio come la vedono loro, che vado corretta, però, poi, alla fine, io vado avanti per la mia strada e anche se agli occhi di tutti è un errore, per me, forse, non lo è stato.





















A chi sta sbagliando, a me, al barista, all’arpia e alla cessa as well, affinchè sia più importante prendere le proprie scelte in errore che fare quelle degli altri sbagliando. E anche a Massimo, affinchè sappia che non è il massimo.

martedì 15 novembre 2016

YES!

E così, mentre Michela inaugura a Foggia il suo primo centro estetico, io vado da quell'incapace di Superdrug a pagare quattrini per farmi fare in pubblico, davanti a tutti, le sopracciglia con il filo.
Entri, e c'è subito lì la bella poltrona nera, anche comoda, bisogna ammetterlo. L'incapace "estetista" che non parla una parola d'inglese e che sa solo sorridere e dire "yes yes" ti sorride, dicendo, ovviamente, "YES". 
Ma per cosa? Mi dici yes e a cosa ti riferisci? Sai che ti guardo con l'aria di chi deve andare al patibolo e mi dici "yes" perché sai il male che fa? Ho l'aria di una che ti guarda come se sa bene che non hai studiato per ciò che fai e mi dici yes a conferma della mia tesi? Sai che credo ci sia un livello di igiene 0 e mi dici yes a conferma?
Io non lo so perchè sorridono sempre e dicono yes, ma so che 1 non sono Inglesi queste qui di Superdrug e 2 non sono nemmeno Cinesi o Italiane e da qualsiasi parte del mondo vengano posso anche garantire che non hanno mai studiato per diventare estetiste, non hanno fatto il 3+2 alla Cesvim o in qualsiasi altro posto in cui si studi per diventare estetiste. Forse hanno seguito dei tutorial su YouTube e ora sanno come mettersi un filo in bocca ed evitando di non sbavare o sputarti in un occhio, seguendo non si sa quale criterio, tentano di farti il più male possibile per estirparti quei 7 peli in più che hai e definire così ben bene le tue sopracciglia. 
Ti metti in fila, direzione cassa, prima si paga poi si ritira il premio. C'è di tutto, gente in fila per pagare gli assorbenti, ma anche mamme con bottigliette d'acqua e caramelle, la nonnina con le salviette e il deodorante e il fidanzato modello con lipsticks e blush per la propria fidanzata, o fidanzato. E poi ci sono io, che ho in mano nulla, solo la mia carta fedeltà. Arrivo alla cassa e pago, pago per soffrire. Scontrino alla mano ritorno alla bella poltrona nera e alla tizia che allunga una mano (presumibilmente vuole vedere il mio scontrino per assicurarsi io abbia pagato) e sorride. Controlla lo scontrino, sempre sorridente come se avesse vinto alla lotteria, dice YES e mi indica con l'altra mano la bella e comoda e nera poltrona. Io mi siedo e le spiego che ho 7 peli in tutto e che non ho affatto delle sopracciglia, quindi vorrei solo che lei, senza cambiare la magnifica forma che madre natura (mia madre Cristina) mi ha regalato, ripulisse i 2 dei 7 peli che rovinano il dipinto. Lei sorride e dice YES e io già so che me ne pentirò amaramente di non aver preso la pinzetta a casa ed essermi applicata io stessa davanti all'enorme specchio che ho nella mia cameretta. Cerca di dirmi qualcosa in una lingua che non comprendo e mi chiedo perchè non le abbiano fatto un training per dire le uniche 5 cose che può mai chiedere alle sue clienti. A gesti mi fa capire che devo chiudere gli occhi e con entrambe le mani tirare la mia pelle in modo che lei possa lavorare sulle mie sopracciglia.
Lei sorride, dice YES e gesticola con le mani mentre ha un filo bianco in bocca e io lo vedo che si impregna della sua saliva e si sporca del suo rossetto fucsia e mi chiedo se questa sia l'evoluzione dell'estetica.
Chiudo gli occhi, mano sinistra sulla fronte dal lato destro della mia faccia che tira la parte sopra al sopracciglio verso l'alto e mano destra che sulla palpebra tira quest'ultima verso il basso. La mia Superestetistanonqualificata lavora serena con il suo filo strappando tutto ciò che trova davanti. Giuro che erano 2 peli su 7 in eccesso ma sento un dolore cane e sento che mi sta portando via pori, nei, brufoli, punti neri che nemmeno sapevano di esserci, capillari e polvere e acari e tutto. Finisce lo strazio e mi chiedo come possa aver impiegato la bellezza di forse 5 minuti solo per un sopracciglio quando 1 io non sono Cita, 2 non doveva fare altro che pulire il sopracciglio.
Sorride, indica a gesti di fare la stessa cosa per l'altro occhio e ci risiamo. Dolore, filo, YES, sorrisi. Finiamo e ho paura a guardarmi allo specchio. Sono così rossa nella zona sopracciglia che in realtà sembra che abbia fatto la tinta a quest'ultime! Però il risultato è preciso, pulito, chiaramente ciò che volevo. Soldi spesi bene, dolore sopportabile. Sorrido anche io, mi complimento, le dico grazie e lei sorride e basta, consapevole che adesso dire YES non avrebbe molto senso. Mi alzo, le consegno la mia tessera, mette su il bollino e mentre lo fa noto delle strane promozioni, decolorano le sopracciglia, fanno la permanente e la tinta alle ciglia e altre cento stregonerie. Sono curiosa, chiedo come funziona, chiedo se facendo una tinta alle mie ciglia poi possa evitare di mettere il mascara e in tutta risposta cosa mi viene dato? Un sorriso ed uno YES.
Questa volta, sorrido di pieno gusto, dico grazie, saluto e vado via, con le mie belle sopracciglia perfette, con tutta la zona attorno rossa, ma insomma.... YES!

mercoledì 12 ottobre 2016

Grazie.

Oggi torno a casa molto positiva. Qui, con la mia tazza di tè caldo, il mio pc e ancora con i vestiti addosso anziché comoda in pigiama.
Un po' di tempo fa una ragazza mi manda una mail, rispondo come sempre, poi dimentico. Dimentico la mail, la conversazione, gli argomenti, .. Un paio di giorni fa mi arriva una mail dalla stessa persona. Lampadina accesa sulla mia tesa. Enorme. Collego lei alla mail, rileggo la conversazione, ne iniziamo una nuova.
Questa ragazza Italiana vive all'estero, in un Paese che non è l'Inghilterra e del quale non è innamorata come lo sono io del bel Regno Unito e della mia bella Birmingham. Lei non si sente a casa come lo sono io qui e forse è stanca di essere lì dov'è. Così, condizionata forse dai miei video, decide di passare qualche giorno qui in Uk, decide di fare un salto qui a Birmingham e mi contatta. Mi chiede di vederci. Ci accordiamo e ci incontriamo.
Devo ammetterlo, all'inizio, presa come sono dalle mie 300 cose da fare, ero certa che ci saremmo incontrate per un tè, avremmo passato un paio d'ore massimo insieme e sarei tornata immersa nella mia vita di tutti i giorni. Invece no. Invece ho incontrato un persona meravigliosa, una coppia meravigliosa, perché lei è qui in vacanza con il fidanzato. Due ragazzi fantastici, ci siamo divertiti molto insieme e anche se io parlo e parlo e parlo sempre loro non sembravano scemoniti dai miei discorsi, sembravano interessati, non annoiati e abbiamo passato insieme tutta la tarda mattinata fino ad ora. Il freddo e la stanchezza ci hanno portato a casa. Sono certa che se fosse ancora estate, con il sole che tramonta dopo le dieci di sera, saremmo stati ancora in giro, a chiacchierare, a farli innamorare della bella Birmingham.
Sono consapevole che Birmingham o l'Inghilterra non siano il posto perfetto, non sono il miglior posto in cui vivere e post Brexit non offrono certezze, ma qui è dove vivo io adesso questo posto è la mia casa e io adoro tutto e se posso mostrare quelle che per me sono le cose belle di questo posto perché no? Se posso portare in giro due ragazzi e fargli conoscere quanto bello è questo posto con i miei occhi, perché no?
Siamo stati bene oggi, tutti e tre mi auguro, e anche se sembra sia io quella che abbia offerto a loro un nuovo modo di vedere le cose, anche se sembra che io avendo fatto da Cicerone gli ho dato di più, quella che oggi ne esce positiva sono io. Sono io perché ho conosciuto due persone fantastiche, sono io perché ora ho due nuovi amici, perché ho confrontato questo Paese con i suoi pro e contro con i pro e i contro di un altro Paese. Ho due nuovi amici, ho un carico di informazioni, ho anche dei buoni video e presto monterò un bel Vlog per il canale a riguardo, ma, per ora, dovevo scrivere di oggi. Dovevo condividere l'energia positiva che c'è stata in circolo oggi e anche se per molti questo post non ha senso, è il mio Blog e ci scrivo ogni sensazione, ogni pensiero e ogni cosa che voglio.
È il mio diario poco segreto e mi piace raccogliere i miei pensieri, le mie idee e sensazioni e oggi ne esco così positiva da questo Mercoledì che non potevo tacere. Dovevo condividere quanto sia stato utile, bello ed interessante l'incontro e l'intera giornata con due perfetti sconosciuti che hanno reso la mia giornata positiva.
Altro che le mie 300 e forse solite e noiose cose da fare, alle volte bisogna improvvisare che poi, magari, si finisce per ringraziare se stessi per averlo fatto. Come io oggi ringrazio me per aver accettato di incontrare questi due ragazzi e ringrazio loro per avermi contattato e per avermi offerto la possibilità di conoscerli.

Grazie, ad entrambi =)

mercoledì 5 ottobre 2016

Daje!

Non mi fermo nemmeno un secondo a leggere la data del mio ultimo post, ho a stento letto il titolo e vedere i nomi di quei due gattini mi ha riportato ad un anno fa, so per certo che ho abbandonato questo blog come anche il mio canale e i motivi sono vari e oggi non è quel giorno in cui se ne parlerà.

Oggi è quel Mercoledì che sa di Lunedì, oggi è una mattina di sole, con il vento gelido, una mattina in cui ti svegli e vuoi restare a casa tutto il giorno, con il pigiama, una tazza di tè e il tuo buon libro. E faresti tutto il giorno letto, divano, libro, computer, telefono, chiamata, tè, cibo, letto, divano e via di nuovo. E invece no. Come ogni Mercoledì che sa di Lunedì devi alzarti ed affrontare una nuova giornata e quindi una nuova settimana.
Giusto per cambiare, sono in viaggio, e giusto per cambiare ancora sono in ritardo. Sarebbe discutibile il mio essere qui al pc a scrivere sul blog quando ho appena affermato di essere in ritardo, ma la mia teoria dei ritardi è sempre la stessa "Se sei in ritardo non perder tempo ad affrettarti perché tanto ormai sei in ritardo" alla quale potrei aggiungere mia nonna con la sua immancabile sentenza "La fretta fa i figli ciechi" motivo per cui avvaloro la mia tesi e non mi affretto. E poi si sa che io ho le mie teorie, si sa che tanto io ho il mio mondo. Il tempo è vita e se devo scegliere come passare la mia vita non voglio una corsa, voglio sedermi e scrivere adesso. Poi ci sarà la doccia, poi le creme, poi il trucco, poi la valigia e poi la corsa metro e treno per cercare di arrivare sana e salva in albergo, lasciare tutto come se stesse arrivando la guerra e scappare a lavoro.
Trasferta di una settimana, da oggi a Sabato sarò un'inviata speciale a Leamington Spa.
Amo sempre tornare lì dove tutto è cominciato. Ho iniziato il mio percorso lavorativo con l'azienda per la quale lavoro a Leamington Spa e da lì poi trasferita nella nuova immensa sede a Birmingham e gira che ti rigira ora ritorno a Leamington. Sarà solo una settimana, a dirla tutta sono solo 4 giorni, i corsi di formazione durano sempre troppo poco, ma va bene così, adoro tornare in quei luoghi, adoro rivedere le persone che mi hanno aiutato e sostenuto, adoro essere a casa in un luogo che non è casa.
Sabato sarò di nuovo qui in città, Sabato sera sarò di rientro a Birmingham e sarò stremata. Penso che sarà letto e film. Altro che grandi serate del weekend. E domenica sarà una di quelle da coma. Sarà veramente pigiama e casa tutto il giorno. Con il mio bel tè caldo e la voglia di non fare nulla che mi mangerà viva.
Ma ci vuole tempo, oggi è solo un Mercoledì, bisogna andare, prepararsi ed affrontare questa nuova giornata, questa nuova settimana e questa nuova grande, immensa, gratificante esperienza.


Daje!

venerdì 30 ottobre 2015

Stanko e Ginger

Stamattina si parte con il piede giusto. Ho avuto una notte semi insonne, fatti di sogni strani, rumori, giri e rigiri nel letto, ma insomma, alla fine alle 9 di mattina ho deciso di lasciare il letto e scendere giù in cucina. Volevo fare una bella sana lavatrice, visto che piove, ovviamente, il tempismo è una dote! Ma la cara signora lavatrice è colma di "panni" che miei non sono e non mi andava di svuotarla per metterci i miei, visto che poi il tempo non accompagna, mi sono data al mio nuovo mixer ad immersione. Prendi una banana, dividila a metà, gettala nel mixer. Aggiungi latte di soia alla vaniglia, due cucchiaini di zucchero e vai con il frullato del buon giorno Venerdì!
Dopo il frullato tè alla menta e divano. Computer, libro, tazza di tè e vista giardino. A minuti arriveranno Stanko e Ginger, i due gatti che ormai vivono nel nostro giardino e allora sarà ora di preparare la colazione anche per questi due piccoletti.
Io ho sempre avuto il terrore dei gatti. La paura estrema, il pianto facile con loro, il ribrezzo, la tensione, a tratti persino lo schifo. Non chiedetemi perchè. Se vedevo un gatto cambiavo strada, se in pizzeria all'aperto c'erano gatti io lasciavo il tavolo, se a casa le mie amiche avevano gatti io non andavo a trovarle. Avevo paura. Dannatamente paura dei gatti. Osavo dire che mi facevano schifo, pena e compassione. Davvero una fobia. Gattofobica. 25 anni di "ho detto no ai gatti".
Poi è arrivato Stanko. Un gattino nero mezzo rotto, occhi sempre chiusi che non capivo se avesse le cataratte, se fosse cieco o semplicemente vecchio. Si muoveva con una calma e una lentezza da gatto malato. Io uscivo in giardino a stendere i panni e lui stava lì, ore ed ore a fissarmi, non scappava mai; io credevo perchè non se la fidasse, visto che per fare due passi impiegava un intero tramonto. Lo tolleravo perchè era malandato, vecchio, lento e sempre stanco, appunto. Passava le ore in giardino a sonnecchiare, a leccarsi, a passeggiare. Ero sempre terrorizzata, sia chiaro, un "ciao micio micio" dalla mia bocca non è mai uscito, semmai un "ma perchè non te ne vai?" era più facile.
Ma niente, lui non se ne è andato. E così i miei coinquilini hanno pensato bene di curarlo. Tutto è iniziato con Denny che gli dava da mangiare. O meglio, se capitava che mangiasse in giardino, era impossibile per lui non condividere il cibo con questo gatto nero mezzo vecchio, mezzo cieco, mezzo rotto e mezzo nero. Poi dal condividere il cibo si è passati a dargli il latte, a comprargli una ciotola e da lì il passo a prendercene cura è stato breve.
Insieme a lui c'era un altro gatto, più giovane, sicuramente più atletico e vispo. Ginger. Lui è stato il primissimo gatto di questo giardino ma poiché atletico e in forma riusciva sempre a darsela a gambe quando qualcuno era in giardino ed io lo amavo per questo, perchè non dovevo incontrarlo quasi mai.
Ma con questa storia del dare il cibo ad uno, siamo passati a dare il cibo a due. E poi a costruirgli delle cucce. La residenza estiva in giardino, sull'erba, fatta di legno e cartone. E poi, adesso, la residenza invernale, di fianco al secondo ingresso, fatta di calda moquette, cartone e tappeti. Due a testa. Perchè loro non si è capito bene in che relazione si trovino. Gli abbiamo dato anche dei nomi, dovuti alle loro dominanti caratteristiche. Il gatto nero (che ha i colpi di sole e al sole, appunto, sembra mezzo castano, color castagna con dei riflessi vinaccio) poiché sempre ritardato, lento, sonnolente, ha avuto il suo battesimo nel nome di Stanko, visto che la sua stanchezza è dominante, più del colore del suo pelo. L'altro, l'atletico, dal pelo rossiccio tendente all'arancio ma che qui in inglese rende benissimo con il termine ginger, ha preso, appunto, questo nome.
E così adesso a noi si aggiungono questi due gatti da giardino, Stanko e Ginger. Amici nemici mici.
Io con la mia fobia ho rallentato, nel senso che sono la prima a proteggerli da Lianne che li odia e li minaccia con una scopa. Sono di quelle che si preoccupa se hanno mangiato, che spende i suoi soldi nel loro cibo e che pensa di fargli persino dei regali di natale. Non posso dire che me ne prendo cura, a stento ho provato mezza volta ad accarezzarli, ma gli do cibo per gatti, gli verso il latte e l'acqua e provo ad instaurare un dialogo ed un rapporto con loro.
Lo faccio per entrambi. Affinché io possa vincere le mie paure e affinché loro possano capire che anche se sono gatti di strada, esistono degli umani che possono volergli del bene. Lianne a parte.
Stanko adesso è così in forma e grasso che stento a ricordarmi quanto fosse magro, gracile e malandato mesi fa. Ginger sta imparando a miagolare, ma fa delle facce orrende che starebbe bene solo in un film horror. Stanno imparando a rispettarsi e a rispettarci, anche se Stanko si sente invincibile, unico e potente ora e ogni tanto ruba il cibo dell'altro o lo minaccia o si ingelosisce se qualcuno presta attenzioni a Ginger.
Sono gatti, fanno cose strane, mi fanno ammazzare dalle risate e magari una giorno vi racconterò delle loro avventure, fatte di salti, attentati, omicidi e grandi e sonore testate.


Ahhhhh questi gatti ...

venerdì 23 ottobre 2015

Noi immigrati

E insomma vi ho lasciato con questa storia dello shopping online e non ci siamo più aggiornati. Sono rientrata in Uk e mi sono trovata letteralmente sommersa da tutti i pacchi e pacchetti che avevo allegramente ordinato stando in Italia. Ho scoperto MissA, sito americano che vende tutto ad un dollaro con spesa di spedizione fissa a nove dollari. In pratica ho comprato il mondo spendendo la metà, visto il cambio con la sterlina! E in sole due settimane era tutto bello e impacchettato e pronto nella mia stanza ad aspettarmi. Idem per gli acquisti fatti su AliExpress e il mitico e consolidato Amazon. Ora aspetto solo la vegan box! Vi farò sapere.
Avevo pensato di scrivere un post strappa lacrime in perfetto stile Muller, vista la mia immane ed inspiegabile sofferenza e depressione provata questa volta nel dover lasciare l'Italia, gli amici, i parenti e cento altre cose per tornare qui in Uk.
Giorni uggiosi.
E poi niente, sono arrivata qui ed è passato tutto. L'aria, il clima, la mia casa, i pacchi da scartare, gli addobbi di Halloween, le mie amiche, i gatti, .. Non lo so, ma tutta la malinconia si è volatilizzata e ora mi godo letteralmente TUTTO quello che avevo messo in standby per tornare in Italia. 
Birmingham è bellissima in questo periodo, a me piace, il clima è rigido ma non troppo (in relazione ai freddissimi mesi che mi aspetteranno qui), iniziano a mettere le luci, ci prepariamo per i maglioni da ebeti con abeti e lucine, per i cappelli da babbi e per quelli a forma di tacchino, io sono eccitatissima all'idea che riavremo presto in town i German markets e poi questo sarà il primo vero Halloween della mia vita!
Ho messo già "cose" in giro. In bagno abbiamo colate di sangue dalla vaschetta dell'acqua del wc con annesso sul copri tazza uno zombie dissanguato e assetato che schizza fuori dalla melma. In camera ho il fantasmino che cambia colore, una specie di lampada. Denny ha comprato anche la zucca, così la intagliamo e la mettiamo dietro la finestra. E poi ci sono le 12 candele a led che ho ordinato online e che spargerò in giro per casa. Avevo anche messo una tenda nera a fili con sopra degli scheletri che ti augurano il benvenuto al cimitero, ma Dani, la mia pazza coinquilina, ha pensato bene l'altra notte di spostare la tenda davanti la porta della mia stanza, così quando sono uscita mi sono ritrovata sul volto questa pellicola nera. E davanti a me un corridoio buio, inquietante. Ha spento tutte le luci e messo su una colonna sonora horror fatta di urli e suoni cupi e ha allestito una specie di grotta, caverna, fatta di lenzuola (le mie, che ha prelevato fuori) e stracci. Mi ha letteralmente fatto spaventare! La adoro!
E Lianne? Vogliamo parlare di quando stamattina si è fatta trovare vestita da strega in soggiorno con tanto di scopa?! Ditemi voi se non posso amarle. Ditemi voi se ho ancora da piangere per aver lasciato mamma, Foggia e gli amici?
Stamattina siamo state in giro tutte e tre. Colazione insieme (certo, far colazione alle 2 del pomeriggio con gli inglesi e le loro uova fritte, toast, fagioli, funghi e chi più ne ha più ne metta non dà certo l'idea di colazione, lo so), poi passeggiata al parco e adesso casa, just chillin'.
Amo tutto di questa mia nuova vita e sono felicissima di essermi ripresa subito. Certo, ripeto, è stata dura dopo un anno pieno in Uk scendere in Italia e rivedere tutti e rivivere una vita in vacanza con tutti gli amici di sempre. Tragico salutare mia nonna prima di partire, i baci di mio fratello mi hanno mandato in frantumi e gli abbracci di mamma in lacrime, ma ora sono qui, tutto scorre normalmente, tutto ha ripreso a funzionare. 
Presto arriverà anche il lavoro, la routine, il freddo, la voglia di coccole e cioccolata calda e mi sono ripromessa che scenderò ancora in Italia, che lo farò più spesso e che ogni volta sarà sempre più dura andare via.
Ma questa è la vita di noi immigrati all'estero, è la vita che ci siamo scelti, che ci piace, e non importa quanto sarà dura ogni volta, a noi va bene così, è il compromesso da accettare, è il prezzo da pagare.
E allora, lo pago col sorriso, come quando striscio la carta di credito da Primark o quando digito i codici per gli acquisti online. Almeno qui ho la garanzia che se qualcosa non va, se qualcosa non mi piace, non è della taglia giusta o il colore non era reso bene in foto, posso sempre tornare indietro, tra le braccia di mamma ed i baci di mio fratello. 
E i fiori di zucca della nonna!

Evviva gli immigrati all'estero!

lunedì 5 ottobre 2015

Ma questa storia dello shopping online, ne vogliamo parlare?

Quanti di voi sono vittima dello shopping online? Me lo sto seriamente chiedendo perchè credo sia una malattia e credo anche sia molto diffusa oramai!!
Io ho iniziato qualche anno fa con Zalando. Non mi fidavo affatto dello shopping online, non ne capivo l'utilità, l'esigenza, il perché! Poi ho scoperto Zalando, con i suoi prezzi, almeno in Italia, imbattibili. C'erano molti dei brand che usavo a prezzi alle volte inferiori a quelli che vedevo nei negozi e molte volte le collezioni proposte online non erano le stesse che trovavo da me. Poi c'era quella storia della spedizione gratuita, del pagamento alla consegna, del reso gratuito con tanto di corriere che veniva dove dicevi tu all'ora che dicevi tu! Spettacolare. Iniziai a comprare di tutto. Prima qualche maglia, poi felpe, borse, persino scarpe! Mi trovavo benissimo. Converse prese a pochissimo, felpe Naketano comodissime, borse economiche e anche buone, fatte bene. Mi sono sempre trovata benissimo. Così mi lanciai su altri siti come Asos, ma tornavo sempre su Zalando, meritava di più. Mi sono sempre trovata benissimo.
A Novembre 2014 mi sono trasferita in Uk, ho scoperto Primark, il paradiso delle au pair. Quella sì che è droga forte! Potevi comprare il mondo spendendo pochissimo. Mi rifiuto di dare corda a chi sostiene che la roba sia scadente, non ci sia qualità, vale quel che paghi .. Potrà anche essere così, ma detto da chi spende 200€ per un jeans solo perchè c'è la firma dello stilista del momento e poi l'intero prodotto è fatto in un altro paese dalle stesse mani e nelle stesse fabbriche e con gli stessi materiali di H&M o di Primark stesso, non ha valore.
E comunque io da Primark mi trovo benissimo e per lo meno, se sfilo un maglione o un jeans cambia colore, non piango, esco, torno da Primark e lo ricompro. E fino ad ora non ho jeans che hanno cambiato colore o maglioni che si siano sfilati più degli altri presi altrove.
Ma Primark non mi paga per dire questo, quindi torniamo allo shopping online.
Qui, in Uk, la gente compra qualsiasi cosa online. Dai regali di natale, al latte per la colazione, dal cibo per gatti al materiale per la scuola. Qualsiasi cosa. Ogni giorno è "delivery" e in quei pacchi c'è di tutto. Trucchi, scarpe, borse, parrucche .. Tutto!
Io ero felice nel mio Primark, sono felice da H&M quando ci sono i saldi, mi va bene ogni singolo negozio con i saldi e in un paese dove la moda non esiste (non come la concepiamo noi italiani, almeno) non fai nemmeno caso a dove entri e dove compri. Ho fatto il miglior shopping della mia vita. Ho comprato di tutto e continuo a farlo. Ho scoperto anche passioni che non credevo di avere. Mi diverto persino a comprare i detersivi!! Adoro spendere da Superdrug, mi diverte Poundland, faccio la spesa da Tesco, adoro comprare di tutto in Uk! Poi chissà perchè ho aperto Zalando.co.uk e ci sono ricascata! Ho comprato ancora su Zalando! Un piccolo ordine, due magliette e un impermeabile. Stop.
Fino a quando non sono scesa in Italia e stando sempre a letto (per via del mio incidente) internet era la mia via d'uscita. E così ci sono ricascata! Ho scoperto siti nuovi, app nuove e ho scoperto le gift box! E adesso sono rovinata! Questa storia che ordini online delle scatole ad un costo minimo con dentro prodotti di valore discreto è una rovina! Per £13 ho preso una box con dentro 7 o 8 prodotti vegan! Tutti prodotti cruelty free per il corpo, per il benessere, cosmetici anche! E poi ho scoperto dei siti americani con spedizione gratuita dove qualsiasi cosa costa meno che al mercato! Certo, adesso devo valutare i tempi di spedizione, ma tanto io sono in Italia e tutto arriverò a Birmingham, a casa mia, e per ora, io da qui non posso muovermi, quindi potrò sempre sperare di avere pacchi da scartare al mio rientro!
Insomma, questa storia dello shopping già era una cosa triste, poi è arrivato quello online e adesso con queste box credo sia proprio la fine! Pensate che ne ho ordinata una persino per i gatti che abusivi alloggiano nel mio giardino!!!
Dite che sono irrecuperabile o esiste un rimedio?

AAA consigli cercasi.

sabato 26 settembre 2015

Parliamo di musica?

Dimmi di sì, che si può fare, senza sparare parole d'amore ... La la la.
Parto con questa canzone oggi. I Pooh. Che mi hanno sempre fatto un po' pena e forse anche schifo, ma bisogna dire che certe melodie, certe canzoni erano proprio belle. Tanti anni fa. Adesso c'è un po' di musica merda in Italia, siamo pieni di questi finti artisti che si definiscono artisti e hanno quei contrattini per stare in tv a fare quattro pezzi e poi tre concertini e fatti due conti restano soli dopo che passa il "loro periodo". Poi ci sono tutti quei poveretti dei talent e dei reality e bla bla bla. Questa è la musica italiana. Non c'è da meravigliarsi se in Inghilterra, le mie coinquiline non conoscano nemmeno uno, un singolo mezzo nome o cognome di un cantante italiano. Che tristezza. Eppure la gente si emoziona con certi testi, con certe melodie, piangono pure, hanno i poster in cameretta, appiccicati sul muro a coprire il poster del cantante che amavano l'anno prima e via dicendo.
Io sono sempre stata molto passiva in campo musicale nell'ultimo periodo. Cioè, alla radio ascoltavo di tutto, non avevo pretese, non compro nemmeno più i cd, ascolto musica a cappero, diciamo così. E poi a casa solo Battisti. Io amo Battisti. È andato via troppo presto. Il mio sogno, quello che non potrò mai realizzare, resta sempre quello di andare ad un concerto di Battisti.
Oggi vi parlo di questo grande artista perchè è un po' un controsenso con me, ieri me lo facevano notare e sono rimasta lì sbalordita a dire che hanno ragione e mi sono detta che dovevo condividere questa cosa. Io sono così, mi emoziono per un battito d'ali di una farfalla, scopro cose nuove ogni giorno e poi magari non scopro nulla, ma per me è sempre tutto fantastico, ogni giorno una scoperta, ogni giorno una novità, una cosa nuova. E oggi condivido con voi il pensiero di mia nonna, mia madre, del mio amico Rocco, della mia guida Denny, di tutti quelli che mi conoscono bene insomma!
Io ascolto Battisti, lo amo, lo adoro, è il top per me, la musica italiana è Lucio Battisti, Stop. Non accetto obiezioni. Ma sono molto selettiva, non vado matta per tutte le sue canzoni, solo quelle che mi ispirano di più, diciamo così. Tra le mie preferite senza dubbio I giardini di Marzo e come non menzionare anche Eppur mi son scordato di te o anche Io vorrei .. Non vorrei .. Ma se poi .. come non citare questi brani? Li adoro. Ma in assoluto sapete qual è la mia canzone preferita? Proprio quella che ascolterei fino a far fondere lo stereo? Quella che non mi stanca mai anche se la metto in loop fino ad esaurirmi? Credo proprio che non ci arrivereste mai. Perchè non è da me. Cioè, già il fatto che per me il top sia Battisti credo che magari vi abbia sconvolto. Che so io magari vi aspettavate cose più alternative, magari musica "più allegra", cose più moderne. Be' preparatevi al peggio, perchè la mia canzone preferita è Io vivrò (Senza te). È una canzone che mi emoziona tantissimo. Potrei ascoltarla anche 100 volte al giorno e mi commuoverei comunque tutte e 100 le volte. È una canzone bellissima, per me molto profonda, con una melodia stupefacente, ci sono degli accordi che ti strappano l'anima, la sua voce, il testo .. Amo tutto di questa canzone! E mia nonna, quando vivevo con lei, non ne poteva più. Ogni domenica montavo il cavalletto in soggiorno, mettevo su il cd di Battisti e arrivato a questa canzone partiva a ripetizione fino a quando mia nonna non usciva dalla cucina quasi disperata dicendo che lei non ne poteva più. "Sì, a nonna, Battisti è bello, però hai rotto! Cambia canzone! È troppo triste!". Ebbene, per me non è affatto una canzone triste!
Eppure mi hanno fatto da poco notare quanto sia sconvolgente che a miss sorriso e positività piaccia da matti una canzone che "porta a tagliarti le vene" come ha detto Rocco, il mio amico. E invece io entro in un mode di attivismo e gioia infinita.
Forse dovrei iniziare delle sedute psichiatriche a questo punto. Dire che Battisti mette allegria ha fatto decisamente morire dal ridere Denny invece, che lo ha definito "un depresso con musica che deprime", però in macchina abbiamo il suo cd e comunque a casa gli chiedo sempre di suonarmi qualche pezzo alla chitarra e alla fine Battisti piace da matti anche a lui.
Che cosa strana eh? L'avreste mai detto che sono fan di Battisti e che per me la sua musica sia il top?
Io di certo non avrei pensato di me stessa che ero tipa da One Direction, ma magari non avrei mai associato Battisti a me, eppure è così.
Sconvolgente. Devo mettere su la musica. Ecco cosa farò. Adesso metterò su Battisti, monterò il cavalletto e mi metterò a dipingere! In accademia dipinsi persino la copertina del suo cd su tela. Adesso è in camera di mia mamma. Il mio bel Battisti. Ah, se potessi andare ad un suo concerto! Che classe, che eleganza, che musica! Altro che ... Non ci sono paragoni o confronti.
E invece adesso devo beccarmi merda talentini per radio che magari il mio Battisti nemmeno lo conoscono. Tristezza immane. Ma pazienza, mettiamo su un bel disco e non pensiamoci più!




domenica 20 settembre 2015

La giovane Muller

Avete mai avuto la sensazione di sapere esattamente dove volevate arrivare? Avete mai fatto progetti per il futuro credendoci così tanto da sapere con certezza che sarebbe andata esattamente come dicevate voi? 
Molte bambine fin da piccole credono di essere delle principesse e così scelgono di chiamarsi in un altro modo, scelgono un nome da principessa e si convincono così tanto di essere delle principesse che ci credono. Poi magari crescendo diventano delle metallare accanite che di dolce principessa non hanno più nulla. 
Esiste poi un'altra categoria di bambine, quelle che fin da piccole già sanno che si sposeranno. Così comprano la casa di Barbie, Barbie sposa, provano le scarpe col tacco della mamma e man mano che crescono sognano sempre di più l'abito bianco e se ne fregano di indagare sul significato profondo del matrimonio, magari non lo sanno cosa voglia dire essere una moglie, non conoscono il significato del sacramento (perché non prendiamoci in giro, il matrimonio è un sacramento, è un'unione sacra, quelle minchiate di finire a sposarsi al comune mettendo due firme sono minchiate, per l'appunto), non sanno cosa voglia dire "esserti fedele sempre", loro pensano solo all'abito bianco, al velo, alle bomboniere, al mega ricevimento, ai soldi di mamma e papà che investono nel loro sogno: il matrimonio. Questa seconda categoria credo che alla fine finisca per realizzarsi, certo, magari sono destinate al divorzio o al tradimento o ad essere mogli infelici, ma hanno avuto l'abito bianco, loro sognavano il matrimonio, volevano sposarsi e poi magari lo hanno fatto.
Non dimentichiamoci della categoria "bambine scrittrici", che non sono quelle che iniziano a scrivere storie, fiabe, romanzi, ma sono quelle che hanno quel dannatissimo diario segreto con tanto di lucchetto per scriverci dentro "Luca ti amo" oppure "Sara sei e sarai sempre la mia amica del cuore" o altri segreti inconfessabili che poi dimenticheranno. 
Di base, queste tre sono le categorie di bimbe o almeno, queste erano negli anni '90, adesso immagino sia tutto cambiato se in Uk a 15 anni hanno un figlio come minimo o se in Italia alle scuole medie (12 anni) già fumano la prima sigaretta nell'ora di ricreazione. Io però mi riferisco alla mia generazione. E queste erano le tre categorie di base. Poi c'erano le "bambine imperfette", quelle che non sognavano neanche per il cappero di indossare l'abito bianco, che se ne fregavano del lucchetto al diario segreto perchè scrivevano per essere lette e magari invece di "Luca ti amo" c'erano frasi tipo "Simone ti odio" oppure "Mio padre è una testa di cazzo" o cose del genere. Non volevano fare le principesse, erano più delle ribelli, dei maschi mancati. 
Io da piccolina giocavo con mio fratello, adoravo i suoi giocattoli, le sue pistole. Giocavamo sempre a giochi polizieschi, lui il ladro ed io il poliziotto o l'avvocato oppure finivamo per essere due spie segrete e io volevo sempre fare la parte di quella che alla fine scappava col bottino o che lo tradiva e lo uccideva o confessava tutto alla polizia richiedendo l'immunità. Mio fratello era più piccolo di me, io volevo sempre vincere. Poi siamo cresciuti, arrivò la prima PlayStation e mio fratello iniziò a massacrarmi. Adesso era lui che vinceva sempre e io ero quella che lo ammirava e voleva imparare "cose fighe" da lui. Ricordo solo lo schema dei tasti a Fifa: tiro, passaggio, pallonetto, sprint. 
Ero una schiappa, mio fratello mi derideva in tutti i modi. 
Man mano che crescevo, abbandonavo l'idea del diario finto segreto, arrivò il computer ed iniziai a scrivere lì sopra, pagine e pagine di word a scrivere romanzi. Poi iniziai a guardare la televisione e c'era una specie di serie televisiva tutta italiana, se ci penso mi viene da ridere ancora oggi, ero totalmente persa per Incantesimo. Ho seguito le prime serie, nemmeno ricordo un solo nome dei protagonisti, ma so solo che in me nacque la voglia di studiare medicina. Volevo a tutti i costi diventare un medico chirurgo con tanto di specializzazione in chirurgia plastica presa in America, a Huston, avevo pure deciso questo! Il mio sogno era lasciare Foggia a 18 anni, andare a Roma a studiare medicina e poi partire per l'America. Volevo diventare una donna in carriera che lavorava 366 giorni l'anno su 360 o 365. Volevo vivere in un ospedale e salvare più vite umane di quelle che avevo ammazzato giocando a "guardie e ladri" con mio fratello. Era il mio sogno. Avevo anche idealizzato la mia casa del futuro, me lo ricordo benissimo! Il super attico con fuori lo zerbino con la scritta "vattene". Ancora rido se penso a come vedevo chiara e limpida la mia vita. Avevo anche già deciso che se non avessi avuto successo in qualche clinica sarei partita come medico volontario in Africa o ovunque potessi esercitare la mia professione. Ero persa per questa cosa.
Cinque anni di liceo classico dedicati solo al raggiungimento del mio sogno. Estati dedicate a studiare, a leggere i vetrini, a fare ricerche.. Arrivarono anche i test di medicina e chirurgia e arrivò lo sconforto nel leggere che su 800 ragazzi ne prendevano solo 71 e al primo posto c'era la figlia del sindaco. 71 è "l'omme e merd" dalle mie parti, per me, quell'anno, 71 erano i nomi dei raccomandati che presero il posto di altri ragazzi che invece ci credevano di più. Ma non sono una persona che si arrende facilmente, andai alla Facoltà di Agraria a studiare Scienze e Tecnologie Alimentari, mi avrebbero convalidato degli esami, non stavo gettando un anno, potevo farcela, riprovare, potevo ancora raggiungere il mio sogno. Poi mi spezzarono le ali. In Facoltà vidi il mondo universitario per quello che era e mi sentii persa. Ho ancora il vomito. Non scendo nei dettagli, mi fermerei qui, concludiamo dicendo che feci la rinuncia agli studi, lasciai perdere tutto, era tutto finto, costruito, dei giovani, dei nostri sacrifici, di insegnarci qualcosa, l'amore per la propria professione, la voglia di formare talenti, non c'era nulla di tutto questo. Mi convinsi che fosse meglio iniziare a lavorare fin da subito, magari avrei fatto carriera, un lavoro come tanti, che importa che lavoro fai qui a Foggia? Finirai sempre disoccupato prima o poi. Lavorai per circa un anno, cambiando anche lavoro quando sentivo che non era più quello giusto e poi la secchiona che era in me tornò a farsi strada. Mi mancava studiare. Ridete pure, so che sono un'eccezione. 
Volevo studiare lingue orientali ma non avevo i soldi per andare "a studiare fuori" e così mi sono dovuta accontentare delle Facoltà che offriva l'Università della mia città. Non me ne piaceva nemmeno una. Ma volevo tornare a studiare. Così arrivai all'Accademia di Belle Arti. Potevo studiare "cose fighe" in maniera alternativa e anche se fossi finita al mercato a vendere la frutta, non avrei gettato 5 anni sui libri a studiare articoli della costituzione o cose simili, avrei imparato ad usare Photoshop o Illustrator o comunque avrei passato degli anni a studiare Arte, cosa che amo, a dipingere, ad essere creativa. 
Lavoravo per mantenermi gli studi e le spese accademiche e mi rendevo conto che alla fine, quando sei piccolo, fai cento progetti, ci credi davvero, sei davvero una principessa, una futura sposa, ma poi cresci e restano sogni o magari sfumano via e la tua vita è esattamente l'opposto di quella che avevi idealizzato.
Non so perchè dall'idea di base che avevo sia finita a raccontarvi i cazzi miei, ma insomma, io quando inizio a scrivere non so come fermarmi, infatti ho un dannato problema con i finali. 
Tipo adesso, vorrei continuare a scrivere ma diventerebbe il romanzo della giovane Muller e ... non mi sembra il caso!
Salutiamoci così, senza senso, lasciandoci un po' di amaro in bocca! Diciamoci solo che sognare è cosa buona e giusta, credere nei propri sogni è altrettanto buono e giusto, ma arriva un momento in cui devi prendere coscienza che non tutto va come avevi deciso tu e che alla fine, tu non decidi molto. 
Quando sogni da piccolo puoi fare tutto, puoi essere un supereroe, puoi morire in una sparatoria in cortile e rinascere. Puoi avere 12 anni e chiamarti Kevin mentre in realtà nei hai appena 10 e ti chiami Gianfranco Marco. Puoi tutto da bambino. Da adulto puoi un po' meno e sai perchè? Perchè diventi vittima del sistema e ti poni sogni che sono fughe, non viaggi più con la fantasia, non sei libero di pensare ciò che vuoi. Hai dei sogni, lo puoi ancora fare, ma non sono puri, sono conseguenze della realtà. Sono le tue uscite di sicurezza. Certo, non è così per tutti, per fortuna, ma lo è per la maggior parte. Senza contare quelli così vittime del sistema che nemmeno sognano più.
Bene, io vi invito ancora a sognare quello che volete, uscite dagli schemi, siate liberi, perchè tanto, che lo vogliate o meno, un giorno non aprirete più gli occhi e avrete passato la vita precedente a non essere voi stessi.
Non sono diventata un medico chirurgo, non salvo vite, ma sto cercando di lavoraci, per salvare almeno la mia di vita, per renderla bella come piace a me e per rendere me una persona migliore. 
Se lavori su te stesso, fidati, stai già cambiando il mondo. Il tuo, ma è l'unico che puoi vivere a modo tuo...

giovedì 17 settembre 2015

Il tramonto.

Oggi mi sono data ai proverbi cinesi e uno tra tutti mi ha rapito l'anima:
Accada quel che accada, anche il sole del giorno peggiore tramonta.
Mi sono commossa, perchè era lì, scritto, nero su bianco, ed era per me. Io credo nel Karma, so per certo che nulla accade senza un motivo, se oggi quel proverbio mi è apparso senza dubbio è stato perchè doveva accadere. Ormai chi mi è vicino sa bene il periodo che sto vivendo, l'incidente, il ritorno in Italia, il dover stare a letto, le cure .. Però, anche questo sole tramonterà. Allora c'è bisogno di credere che tutto abbia una fine nella vita e che i giorni belli finiscono, esattamente come quelli brutti e allora anche questo giorno finirà, e questa settimana anche ed infine questo periodo.
Nella vita la sofferenza è una delle prime amiche che ci vengono presentate, nasciamo per soffrire, gli imprevisti ci accompagnano tutta la vita, non importa chi siamo, arrivano e dobbiamo affrontarli o conviverci. Io sono stata molto fortunata, sono una persona molto fortunata, forse me lo merito, forse pagherò un prezzo per tutto questo o forse l'ho già pagato e ora mi godo i premi, non lo so, ma so per certo che se mi è capitato quello che mi è capitato è perchè doveva andare così, adesso andrà meglio.
Lunedì avrò un'altra visita, conto i giorni e le ore che mi separano da quell'incontro perchè spero in un esito positivo. Spero mi dicano che presto potrò tornare a camminare con le mie gambe, che potrò dire addio alla mia stampella, ai dolori, alle medicine, .. So per certo che tutto si sistemerà, nel bene o nel male c'è sempre una soluzione, che ci piaccia o no. Io attendo la mia, lunedì avrò sicuramente più certezze di oggi e anche se i miei piani e progetti sono cambiati, poco conta, sono qui, posso parlare di quello che mi è accaduto, sono a casa, va bene così.
Sappiamo sempre evidenziare le cose negative, quando c'è da lamentarsi siamo sempre in prima linea, ma quando dobbiamo ringraziare? Quando c'è da riconoscere che le cosa vanno bene? Quando dobbiamo apprezzare qualcosa, quanti di noi sanno farlo? Io per prima mi sono lamentata che dopo un anno in Uk invece che scendere in Italia per le vacanze sono scesa per farmi curare. Io stessa non ho apprezzato gli aspetti positivi di questo viaggio e questa permanenza perché ero impegnata a pensare ai se e ad i ma. Una persona a me molto cara mi ripeteva sempre che "con i se e con i ma non si costruiscono castelli". Oggi apprezzo quelle parole più che mai. Non dovremmo lamentarci sempre, dovremmo fermarci due minuti ed apprezzare ogni cosa. È difficile, sono la prima a dirlo, sono costretta a stare in casa con 40 gradi chiusa in camera e stesa a letto e tutti sanno quanto io sia vitale e quanto possa uccidermi il dover stare sola e senza far nulla, ma cosa importa? Dovrei pensare che ho più tempo per curare questo blog, che posso godermi delle serie tv senza tempo, posso rispondere con calma alle vostre mail, posso finalmente accettare delle collaborazioni che mi costringono a passare ore al pc, posso leggere senza tempo, ho mia mamma che cucina per me, ho gli amici che passano a trovarmi, non devo pagare l'affitto questo mese, non devo pensare a fare la spesa o le lavatrici .. Bisogna sempre voltare la medaglia, guardare l'altra faccia della moneta. Non perchè questo possa alleviare il dolore o cambiare la situazione, ma ci rende persone migliori e più serene. Chi sa apprezzare le piccole cose della vita anche quando ci sarebbe da notare quelle negative, è una persona più saggia e sicuramente più serena e vicina a se stessa. È difficile, non è per tutti, non è una cosa che si impara dall'oggi al domani e nessuno la insegna. Ma va fatto. A parer mio, è qualcosa che ci rende migliori.
Io non scrivevo così liberamente su questo blog non so da quanti mesi ed ora invece non mi interessa il dover pensare all'argomento, apro il mio pc, scrivo, butto giù delle idee, dei pensieri e ciao. Dopo due minuti sono online. Magari non le legge nessuno, magari chi legge non capisce, non arriva il messaggio, ma poco conta, io ho messo in circolo energia positiva e pensieri, chi ha orecchie per sentire sentirà, chi ha occhi per osservare osserverà e chi ha speranza da vendere saprà bene come sperare che l'alba di domani sarà migliore. Se così non fosse, i saggi cinesi insegnano che tanto, anche se l'alba di domani sarà più tenebrosa di quella di oggi, finirà anch'essa. Allora non ha senso lamentarsi e piangersi addosso, godiamoci quello che di positivo c'è oggi, che poi tramonta anch'esso e non tornerà.


Buona alba a tutti.

martedì 8 settembre 2015

Vacanze

Avevo prenotato il mio volo con un mese di anticipo. Vacanze organizzate. Manco da casa da quasi un anno, sono scesa solo una settimana scarsa a Febbraio, la settimana del mio compleanno, vacanze da au pair. Poi sono tornata qui, in Inghilterra e sono arrivate presto le vacanze di Pasqua, Disneyland con la mia host family e subito dopo l'Irlanda. Una settimana piena nella verde Irlanda del sud, a casa di una ragazza che non avevo mai visto, una persona che non conoscevo, ma che mi ispirava. Sono una persona che "va ad istinto" e lei, Maria Francesca, che per me è solo Francesca, mi aveva ispirato. È stata una delle prime persone ad iscriversi al mio canale, ha iniziato subito a commentare i miei video, poi ha iniziato a leggere il mio blog, ha iniziato a seguirmi su Instagram e abbiamo iniziato a sentirci. Persino chiamate Skype. Stava nascendo un'amicizia ed io ero troppo presa dalla voglia di viaggiare ed esplorare e muovermi per non accettare il suo invito a passare le vacanze di pasqua da lei. Perchè tornare in Italia? C'ero stata meno di due mesi prima, valeva la pena continuare a viaggiare ed incontrare gente nuova, fare esperienza, muovermi, esplorare .. Così non ci pensai due volte, biglietti presi, viaggio prenotato. 
Dopo la parentesi irlandese sono tornata "a casa", ero di nuovo un'au pair e avevo ancora voglia di muovermi, di cambiare aria. Così non ho rinnovato il mio contratto, ma ho iniziato a cercare una stanza, poi un lavoro e poi sono diventata una perfetta immigrata. Il primo Maggio ero nella mia nuova casa, iniziavo la mia nuova vita. Ho cercato un lavoro ed ho iniziato a vivere una vita "normale". Casa, lavoro, amici, serate, divertimento, .. 
Arriva l'estate e decido che sia il caso di prendere le mie meritate ferie, ma non aveva senso spostarsi chissà dove, era ora di tornare un po' a casa, che tanto qui è come se stessi sempre in vacanza. 
Non c'è mia mamma in giro, non ci sono orari, gestisco io i miei tempi ed i miei spazi, è tutto nuovo, è sempre una scoperta, è sempre vacanza. Allora chiedo le ferie, la mia manager non ha problemi a concedermi ben due settimane. Avrebbe preferito mi assentassi per meno, ma nessuna delle due poteva prevedere che mi sarei poi licenziata e che quindi avrebbe fatto a meno di me per molto più tempo. Lascio il lavoro e mi godo "le vacanze" made in Uk. In realtà non faccio niente di speciale, inizio solo a cercare la mia nuova dimensione. Ero stanca di fare un lavoro che non mi permetteva di essere me stessa. Le mie giornate erano casa e lavoro e i miei giorni liberi lunghe parentesi di lavatrici, pulizie, spesa da fare, "servizi da sbrigare", pranzi con amici, serate in casa, tutto normale. Ma non per me. 
Sono una persona che cerca sempre di essere in equilibrio con se stessa e che cerca di trovare la sua dimensione. Avevo bisogno dei miei spazi, stavo percorrendo una strada che non era la mia. Non sono il tipo di persona che conduce una vita che non le piace solo perchè va fatto così. Non credo nella vita sia essenziale lavorare, non credo nel potere dei soldi, non mi interessa avere un buon lavoro se mi porta lontano da me stessa. 
Mi sono licenziata ed ho iniziato a scoprire l'altra parte di Birmingham. Ero motivata a cercare il mio equilibrio, intenzionata a scoprire cosa questa città potesse offrirmi. Cosa potrei fare qui che non ho potuto fare altrove?
L'idea era quella di fare del volontariato, di tornare a dipingere, cercare un corso di Spagnolo o magari di Arabo, informarmi sulle varie attività che la città offre, cercare un lavoro che mi appassionasse, ritornare alla grafica, all'arte, spostarmi, insomma, volevo la mia dimensione in un Paese che mi ha cambiato, in una città che mi ha conquistato.
Mi sono goduta Agosto senza pensieri, non ho minimamente cercato un nuovo lavoro, tanto sarei tornata presto in Italia e poi qui i treni non passano una volta sola, quando hai delle capacità, quando sei disposto a fare sacrifici, quando ce la metti tutta, be' allora c'è sempre un treno da prendere e non devi affrettarti per salirci.
Il piano era ritrovare energie, stimoli, fermarmi, respirare, cogliere le opportunità che questo posto offre e partire più carica di prima.
A fine Agosto è successo "l'incidente" e tutt'oggi sono ancora chiusa in casa, mi sostengo con una stampella e i miei unici movimenti sono premere "play" per vedere gli episodi di Dexter, cercare online un film da vedere la sera con i miei amici, andare in bagno. Stop. Così la mia "vacanza italiana" si è trasformata in un miraggio. Ma io non sono una persona che si scoraggia, io sono sempre positiva, esiste sempre un motivo per alzarsi e andare avanti, anche se devi sostenerti con una stampella!
E quindi niente, concentrerò tutte le mie energie per affrontare al meglio il mio rientro a casa, anche se viaggerò solo con il passaporto in mano, senza bagagli, con una stampella e con un assistente di volo, ammesso che me lo concedano, altrimenti ci sarò io e basta. E tanta positività!
Non importa se dovrò rinunciare al mare, se i miei progetti erano spassarmela con le mie amiche, andare in giro, feste etc etc .. Anche stare nel mio letto, con mia mamma, sarà meraviglioso.
Non può succedere nulla nella vita che non siamo in grado di gestire. Gli ostacoli vanno superati, non aggirati. I compromessi rifiutati, le salite vanno percorse, i denti vanno stretti, ma niente e nessuno può fermare chi nel cuore sa che vuole ottenere qualcosa. 
Io, almeno, sono di questo avviso e domani sera, stampelle e tutto, sarò a cena con mia madre e con l'unico uomo della mia vita, il mio fratellino.

giovedì 3 settembre 2015

Io odio Agosto.

Mesi e mesi fa mi sentivo come in un telefilm e adesso che una delle mie coinquiline sembra persino uscita da Big Bang Theory sono sempre più convinta che qui la vita scorra proprio come nelle serie televisive trasmesse in tv. Davvero, non sto scherzando! Qui davvero si festeggia Halloween, a natale davvero si va in giro con maglioncini con luci colorate che si accendono e spengono ad intermittenza e con cappelli a forma di tacchino! Davvero esistono i bus a due piani e si fa colazione con uova e bacon la mattina! Esistono davvero gli scoiattoli che saltellano in giro per i parchi, davvero si pranza 5 giorni su 7 al McDonald, esistono tutte le cose che vedete in televisione, nei film, esiste tutto ed è tutto reale!
Sono passati 10 mesi da quando vivo in Uk eppure ancora sogno ad occhi aperti, ancora mi sorprendo di tutto, ancora sono felice ed entusiasta come 10 mesi fa e vaffanculo a tutti quelli che dicevano che era solo la gioia dei primi mesi, no, non è così, quando stai davvero bene in un posto, ti sorprendi sempre e ogni giorno hai qualcosa da scoprire, qualcosa di cui gioire, ogni giorno!

Oggi devo raccontarvi di una tragedia, non c'è molto da gioire, ma insomma, volevo fare un'allegra premessa e continuare sulla scia dell'umorismo anche per dirvi di quanto Agosto mi faccia male e di come i peggiori imprevisti a me capitino maggiormente in questo mese dell'anno. E per fortuna siamo a Settembre, grazie Dio.

Era domenica sera, ultima domenica di questo Agosto, ero a casa e senza troppi giri di preamboli è successo l'imprevisto del secolo. La Muller ha fatto un volo nel vuoto di tre metri e non scendo nei dettagli, perchè mi fa male anche solo ricordare, voglio solo sottolineare che per fortuna non ero a Foggia, perchè se fossi caduta dalla mansarda al secondo piano a "casa mia" starei ancora a terra senza fiato ad aspettare l'ambulanza.
Qui invece le cose vanno diversamente. Per fortuna. Il mio coinquilino spagnolo (già, per fortuna che uno di loro è sempre segregato in camera!) è corso in meno di mezzo secondo a soccorrermi e ha avuto la prontezza di capire la situazione immediatamente e di chiamare un'ambulanza. Bene, io ero ancora al telefono con la tipa che cercava di tenermi attiva e mi faceva domande sulla mia situazione che i paramedici erano a casa mia. Nemmeno il tempo di capire cosa era successo che in ambulanza mi avevano già fatto le analisi del sangue, ecocardiogramma, controllo pressione e tutti i primi esami possibili. Arrivata in ospedale, visita in meno di cinque minuti con tanto di braccialetto al polso come nei film americani e mi hanno persino dato il camice!!! Si, quello bianco, che si allaccia dietro e ti lascia il culo di fuori, come nei film!!! Adesso rido e sono stregata da tutto questo e scrivo la storia parafrasata qui sul blog, ma ero terrorizzata. Xray interminabili e minuti che cadevano lenti facendomi avvertire ogni singolo dolore. Qualche angelo deve avermi preso in braccio durante il mio volo perchè non hanno riscontrato ossa rotte, sono salva, la lingua tagliata, le unghie spezzate, il torace fracassato, dolori e lividi ovunque e non posso più camminare se non con le stampelle, ma sono viva e sono forte e le medicine che mi hanno dato sono delle bombe tanto che posso giurarvi che in una settimana tornerò in piedi con le mie stesse gambe e sarò più simpatica e forte di prima!
Ci vuole pensiero positivo nella vita, sempre, anche quando impieghi 17 minuti per andare in bagno e non puoi sorreggerti sulle tue stesse gambe e passi tutto il giorno a giocare a Cooking Fever sbloccando persino due locali contemporaneamente!
Io sono una persona molto positiva e questo mi porta ad essere anche molto fortunata. Quando poi vivi anche in un telefilm .. Be', allora la vita ti ha dato proprio tutto!

Grazie, grazie vita, grazie di essere così. Non è perfetta, ma è la mia e io la amo.

venerdì 24 luglio 2015

Ma davvero amate l'estate?

Sono appena le 11.30 di venerdì mattina e qui sembra siano almeno le 7 di un pomeriggio di pieno autunno. A casa, mia mamma, si lamenta insieme a tutto il resto della popolazione italiana dell'afa e del caldo impossibile che li sta facendo soffrire. Io, qui, mi godo un clima che mi invidio da sola. Cielo grigio oggi, minaccia di piovere da un secondo all'altro, ma so perfettamente che non pioverà. Non sento affatto l'estate. Per me siamo ancora in autunno. E dovrei soffrirne, dovrei sentirmi afflitta, pensare che vorrei il sole, il mare, le vacanze, .. Invece no. Anche perchè i miei amici non hanno un soldo bucato, altro che mare, sole e falò sulla spiaggia, starei come mia madre: a morire di caldo in città.
E io il caldo lo odio. Odio l'estate. Perchè tutti la sognano bella, con il drink in mano, ad ammazzarsi di risate con gli amici tra piscine e spiagge, sotto il sole, abbronzati, sempre attivi.. No. Non è così. A meno che non vivi tre mesi di vacanza perchè puoi permettertelo , per tutto il resto dell'umanità, per noi del Meridione senza una lira, l'estate è caldo atroce, sudore che gronda da parti del corpo che nemmeno credevi di avere, gente che ti si incolla addosso se solo ti passa accanto, asfalto che lancia le fiamme, condizionatori che manco puoi accendere in casa più di tanto perchè se no poi a fine mese per pagare la bolletta non metti il piatto a tavola. Il mare? Io abito a pochissimo dal primo mare, Foggia Mare. Ve la raccomando. La sabbia non so nemmeno se esista e il mare poi.. Vogliamo parlare di Siponto? Quest'anno pare ci siano i serpenti in spiaggia. 
Per trascorrere una bella giornata di mare bisogna spostarsi sul Gargano e qui davvero potrà sembrare di stare ai Tropici. Mattinata per gli amanti delle pietre e Vieste e compagnia bella per gli amanti della sabbia. Ovviamente sono annesse code in galleria che fareste prima ad andare a piedi a Lourdes e prezzi da capogiro. Perchè noi al sud siamo così. Con la scusa che certi posti di mare campano solo 3 mesi l'anno cerchiamo di spillare ai turisti (e a noi stessi) cifre che ti fanno passare tutta la voglia di trascorrere una giornata al mare.
Chiuderei questo saggio dicendo che a me, tutte queste cose, il sole che picchia, me costretta a stare in città, Foggia che d'estate è deserta, l'asfalto che emana calore, il sudore, .. Non mancano affatto.
Io qui me la godo. Esco ancora con il cappotto, non so cosa voglia dire dormire senza il piumone, la mattina faccio colazione con il te caldo, dormo beatamente di notte, non sudo e sono felice. Felice della mia insolita estate. Felice di non avere il mare a meno di 10 minuti e non poterci andare. Felice che, per una volta, posso fare ironia sul mio amato Sud e nel frattempo essere da tutt'altra parte a non dover ironizzare su me stessa e la mia situazione, ma su quella che (poverini) stanno vivendo i miei amici, parenti, e tutti gli altri meridionali, che oggi, leggendomi, si faranno due risate e diranno "però, che cacchio, la foto col prosecco in spiaggia la devo fare, almeno per far vedere quanto è bella qui l'estate. Anche se poi da domani torno a lavorare e a morire di caldo, oggi sono al mare, facciamo vedere quanto sono felice."

lunedì 6 luglio 2015

Gli Spagnoli atipici

Altro Lunedì, nuova settimana, altro sprint! I giorni si susseguono, il tempo scorre, pare sia estate, siamo al 6 Luglio e io ancora non me ne rendo conto! Se fossi stata a casa, a Foggia, nella mia calda Puglia, sarei nel pieno di una stagione caldissima iniziata circa un mese e mezzo fa, ma sono qui, a Birmingham, in Inghilterra e di tutto possiamo parlare meno che di una calda estate. C'è da dire che Martedì e Mercoledì scorso sono state delle giornate caldissime, era piena estate anche qui, con i nostri 33 e 35 gradi. Oggi piove, sembra più autunno, ma va benissimo così, io non sono un'amante del caldo, detesto l'estate, non riesco a respirare, ho sempre fame, sudo, mi annoio .. Decisamente sto meglio qui. Non mi posso lamentare.
La convivenza con la coppia Spagnola è atipica, non mi aspettavo dei ragazzini che gridassero sempre o organizzassero feste all'insegna di Paella e Sangria, però cacchio nemmeno due coniugi che passano tutto il giorno chiusi in un buco di casa a fare non so cosa! Escono solo per cucinare (e non voglio aprire una parentesi sugli "odori" dei loro pasti e sulle modalità di cottura che mia nonna prenderebbe un volo solo per venire qui a deriderli) o per andare in bagno e persino per fare queste due cose escono insieme. Cucinano insieme, mangiano insieme, vanno al bagno insieme. Si lavano i denti più volte che nella pubblicità della Mentadent e sono ossessionati dal pulire la cucina. Il che è un bene. Infatti li accetto di buon grado perchè sono una coppia davvero tranquilla, non fumano e a stento bevono l'acqua del rubinetto, sono molto puliti e non possiamo lamentarci per alcun motivo al mondo. Solo che io mi aspettavo fosse decisamente un'altra cosa la convivenza all'estero con persone che non conosci. Con gli Spagnoli poi, latini, solari, allegri, vitali .. Ma loro sono l'eccezione che conferma la regola! E non fa nulla se le uniche parole che ci scambiamo sono "Good morning" o "hello" o "do you work today?" (unica frase in inglese che sa dire lei e me la ripete almeno 2 o 3 volte al giorno, con una pronuncia tutta sua e con tempistiche ignote all'umanità), vanno bene così, per ora.
In teoria dovremmo diventare 6, perchè a giorni dovrebbero arrivare altre 2 ragazze (di ignota età e provenienza) ad occupare le ultime due stanze rimaste. Avrò delle coinquiline sul mio secondo piano e spero siano calme e tranquille anche loro ma decisamente più attive. Non dico che voglio tornare stremata dal lavoro e ritrovarmi party e birre e musica a casa, ma almeno fare qualche attività insieme, una chiacchiera, un'uscita .. mi piacerebbe circondarmi di gente attiva e solare come me, che possa rallegrarmi anche dopo che torno esausta dal lavoro e vorrei solo morire nel mio letto, che ami il cibo, amici con cui mangiare insieme, esplorare nuovi gusti, odori, sapori, culture ..
Ma io vivo in un mondo tutto mio, andrà a finire che scapperò da questa casa e ne prenderò una tutta mia dove potrò fare tutto ciò che voglio, avere i miei spazi, i miei orari e la mia libertà.
E allora organizzerò feste con chi mi pare!

Per ora, mi godo la pioggia ed il cielo grigio che oggi mi sta regalando l'Inghilterra, farò un paio di lavatrici, cucinerò qualcosa e se il tempo permette uscirò a fare un bel giretto, senza spendere nemmeno un penny in attesa dello stipendio da capogiro che arriverà a breve!

Take care!

lunedì 29 giugno 2015

Be happy!

Era lu lu lu era dì dì dì era Lu era dì era Lu ne dì.

Eccola che parte la mia nuova settimana, carica come sempre, con il sole anche fuori oggi, con 20 gradi e tanta voglia di fare cose! Ho già fatto la casalinga, ho tolto i panni che ieri ho amorevolmente steso a mezzanotte e avviato la seconda lavatrice, ho fatto colazione e sistemato la cucina, ho sentito la mia amica Simo, fatto ricerche online, risposto ad alcune mail, ora sto aggiornando il blog e poi passerò alla donna in relax. Il piano è una spa homemade, terminata la seduta torno ad essere la minchiona di tutti i giorni. Jeans e felpa e sarò pronta ad affrontare questo pomeriggio!
Birmingham con il sole è meravigliosa ed ormai sono partite un sacco di attività all'aperto, dal Be Festival alle varie manifestazioni e banchetti e mille altre cento cose da fare che 12 ore non mi basteranno! Quindi pronti a fare la spa a casa e poi pronti ad uscire a divertirsi!
Vorrei tornare alla Valley, per immergermi di nuovo tra animali e natura che oggi con questo sole e questo clima dovrebbe essere una cura ragionevole dedicarsi alla natura, ma perderei un sacco di tempo per arrivarci (considerando che devo fare anche la donna in relax e godermi calma, coccole e benessere) quindi mi sono detta che potrei buttarmi in centro e vedere come questa città possa travolgermi oggi. Vorrei pranzare barra cenare con qualche amica/o collega, ma poi magari avrò solo voglia di sedermi e stare sola e godermi la calma di un pranzo/cena in totale solitudine. Ma anche no. Magari voglio le chiacchiere e le risate con Johanna o il gossip con Giada o magari voglio sentire le stronzate che spara Martin o peggio ancora immergermi nei discorsi senza capo ne coda di Jay. O magari vado a pranzo con Denny, così forse poi ci stenderemo nei prati.
Non ne ho idea, per ora scrivo qui sul blog in attesa di passare al benessere psichico e mentale che la mia maschera viso con tanto di cera e doccia mi regaleranno! Ahhh che fatica essere donna! Sopratutto se sei qui in Uk! Non apro il capitolo su igiene, prezzi e metodi di benessere qui in Inghilterra, ma posso assicuravi che in 8 mesi un centro estetico o almeno una cavolo di estetista così come la intendiamo noi, non esiste! Dannazione ..
Ringrazio comunque gli dei per essere stata creata sprovvista di molteplici peli e ringrazio me stessa per non essere comunque una di quelle ragazze così perfettine che si disegnano o marcano persino le sopracciglia, io che se provo a mettere il burro cacao sembro unta e oleosa come un bimbo che ha appena finito di mangiare un gelato! No, niente da fare, sono una donna a metà! Ma va benissimo così, la mia vita scorre ugualmente =)

Saluti a tutti, anche a voi che vi marcate le sopracciglia e non uscite di casa senza rossetto! ;)

Ps. ma come si fa a non mangiarsi il rossetto dalle labbra?!

giovedì 25 giugno 2015

Inizio settimana!

La mia settimana inizia oggi, di Giovedì, quando voi vi avvicinate alla fine e siete in ansia per domani, finalmente per voi sarà Venerdì e poi Sabato, Domenica e per voi la settimana finisce. Invece per me inizia. Inizia oggi alle 18 quando metterò piede a lavoro e finirà Domenica quando mentre tutti voi sarete tristi per il Lunedì, io sarò in estasi, pronta a godermi il day off.
Qui è tutto strano, i miei ritmi sono diversi, i miei giorni hanno un senso diverso, tutto è nuovo, tutto è a tratti strano, ma conserva sempre quel fascino di unicità che solo qui ho trovato. Poco conta se siete tutti al mare, con il sole che vi squaglia, a mangiare gelati sugli scogli e a crepare di caldo la sera, uccidendovi tra zanzare e sudore. Poco conta se il mare forse lo vedrò a Settembre, io qui sto veramente bene. Le zanzare non mi manca affatto, il sudore devastante nemmeno e idem il caldo che ti ammazza e le giornate di mare che per l'amor del cielo sono belle se passate con gli amici giusti, ma tra alti e bassi anche quelle ti ammazzano e insomma, preferisco andare a stendermi nel parco tra gabbiani e merli con il sole che scalda ma non ustiona, dormire col piumone mezza nuda, bere il tè caldo la mattina e uscire la sera ancora con il giubbotto.
Preferisco i miei colleghi disponibili e sempre pronti ad organizzare qualcosa, innamorati dell'inglese e della cultura, sempre attivi, pronti a darti una mano a quelle che erano le mie vecchie colleghe sempre pronte a pugnalare alle spalle, proiettate in un futuro inesistente dove si vedevano ai vertici di non so cosa, invidiose per i successi e mai pronte a staccare la spina, annullare i problemi e farsi una sana risata.
Qui a lavoro sembra una grande famiglia, siamo tutti ragazzi, provenienti da ogni parte del mondo e a nessuno importa se sei bianco, nero, cattolico, musulmano, fidanzato, single,.. Loro non giudicano e non selezionano e non si sentono i capi di nessuno, lavorano tutti duramente e sono più pronti ad aiutarti che ad ostacolarti. Abbiamo età diverse, ci sono ragazzi molto più giovani di me ed altri più grandi, ma siamo tante creature senza età che si aiutano e si divertono insieme e siamo sempre pronti a sorridere al prossimo e ad ironizzare su tutto, perchè la vita è troppo bella per perdere tempo dietro le critiche, l'invidia e la voglia di limitare il prossimo invece che di aiutarlo a crescere.
Con loro non mi pesa lavorare, anche quando siamo sotto stress o sotto pressione c'è sempre quel momento "collega col sorriso" che fa la battuta stupida o lo sguardo matto che ti riprendi e ti dici che anche se dura finirà persino quella giornata e allora vai avanti, stringi i denti e arriva presto anche il momento in cui ci salutiamo e ognuno torna a casa.
Di questa mia nuova vita amo ogni cosa, riesco a trovare ed evidenziare solo gli aspetti positivi e poco conta se anche qui ci sono le difficoltà, se tra tutti i colleghi "buoni" c'è anche il pugnalatore e quello poco simpatico, a me importa che per ora io stia bene, che non mi manchi nulla per sentirmi a metà e anche se sarà dura d'ora in poi e la salita da percorrere può essere ripida, alla fine ci sarà una vetta e poi una discesa e allora forza, affrontiamo anche questa nuova settimana, prepariamoci a dare il meglio e raccogliamo forze ed energie per arrivare stremati Domenica ma con la grande ripresa del Lunedì, che da un mese a questa parte è forse il giorno della settimana che ho imparato più ad apprezzare, perchè da sempre troppo sottovalutato e criticato questo Lunedì non è mai stato preso per quello che è: un giorno come gli altri che segna sempre l'inizio di qualcosa.

mercoledì 17 giugno 2015

Notte prima degli esami

Ogni anno questa notte. Ogni anno milioni di ragazzi italiani affrontano la temuta maturità.
Oggi voglio raccontarvi la mia.

Era estate, fine Giugno e come sempre a Foggia si moriva di caldo. Io faccio parte della categoria delle secchie, quindi non ero tra quelli intenti a ripassare né tra quelli intendi ad ubriacarsi o fare cavolate giusto per sentirsi fighi e poter un giorno vantarsi (ma poi, di cosa?!) che la notte prima degli esami loro erano al bar a bere etc etc etc
Io ero serena nel mio letto a contare le ore che mi separavano dal suono della sveglia, non perché fossi tesa, ma perché volevo dormire e sapevo che invece avrei dovuto alzarmi, prepararmi e andare ad affrontare la prima prova scritta. 
Faceva un caldo micidiale ed io ero esattamente tra quelli che erano felicissimi di affrontare finalmente la prova di maturità perché altro non volevano che togliersi dalle scatole il liceo, chiudere una porta ed aprire il famigerato portone! Così la mattina suonò la sveglia, nemmeno mi ero informata del toto qualcosa per sapere cosa avrei dovuto aspettarmi, scesi le scale di casa e mi diressi al liceo, trovai, immancabile, precisa e puntuale come sempre, la mia Francesca, fedelissima compagna di banco dalla quarta ginnasio. Noi eravamo le secchie della classe, quelle che non hanno mai preso voti bassi in cinque anni di liceo, quelle sempre preparate, lei quella che passava le versioni, io quella che andavo volontaria ogni volta. Siamo state compagne di banco per ben cinque anni, ci siamo sempre sostenute e quel giorno eravamo entrambe solo in attesa che tutto finisse, volevamo chiudere quel maledetto cerchio e dire addio al liceo.
La corsa a prendere i posti non ci interessava, a noi nessuno avrebbe mandato suggerimenti, potevano metterci anche al primo banco, avremmo unito le nostre forze e saremmo uscite come sempre a testa alta.
Prima prova, italiano. Io scelsi il saggio breve sull'amore. Non perché fossi la romantica di turno, ma perché erano proposte delle immagini, quadri, opere d'arte e se c'era una cosa che amavo e tutt'oggi amo da impazzire è l'arte, quindi con quel saggio breve ho potuto spaziare dalla poesia alla prosa alla scultura alla pittura, citando il mio quadro preferito di sempre: Il bacio. Opera più nota come "la finestra" del mio amatissimo Munch. Scrissi direttamente in bella perché l'unica cosa che volevo era lasciare quel caldissimo corridoio al secondo piano del Liceo Lanza e andare via. Consegno, saluto e torno a casa. Abitavo a 7 minuti a piedi dal liceo, ero felice come una pasqua quando varcato il portone del Lanza ero a 7 minuti dal mio piatto messo a tavola dalla mia mamma. 
Arrivò poi la prova di latino e temevo Seneca, ma arrivò Cicerone e la versione fu una passeggiata, tanto che ero sicura al cento per cento di aver sbagliato tutto, perché era davvero una versione elementare e o ero davvero una secchiona con i fiocchi o quell'anno il ministero decise di farmi un regalo e di "far uscire" forse una delle versioni più semplici della storia della maturità classica.
Infine arrivò la terza prova e poi il famoso sorteggio per gli esami orali ed io ero al settimo cielo perché ero la prima del secondo gruppo quindi mi liberai dei miei esami di stato Sabato 4 Luglio 2009. Il giorno del mio ringraziamento al liceo per avermi fatto passare 5 anni di carcere in una classe fatta di "compagni" che tutto erano meno che tali, con docenti perfetti ed altri indegni del loro posto di lavoro, in una scuola che cadeva a pezzi ma che aveva un'aula magna nuova di zecca con capienza 900 posti a sedere.
Ricordo la mia prova orale con grande gioia, sono stata davvero fiera di me stessa. Ovviamente tutta la mia classe era seduta dietro di me, non certo per suggerire o sostenermi, per assistere semplicemente all'esame di Ilaria, perché cacchio, chi se lo perde l'esame di quella secchiona? E c'erano proprio tutti, anche quelli che sarebbero stati interrogati dopo di me, che subito dopo il mio esame orale altro non volevano che impiccarsi, perché davvero terrorizzati. 
La commissione era mista, ma i miei prof interni erano miserabilmente tre: italiano, economia politica ed inglese. La commissione esterna erano 6 materie invece. Matematica e fisica era toccata ad una prof proveniente da non so quale liceo scientifico per lo più sperimentale di matematica! Ma dico io, come puoi mandare un diavolo simile in un liceo classico dove a stento facciamo due ore di matematica a settimana? Poi c'era il prof di storia e filosofia e io ero nella merda, come tutto il resto della mia classe, perché il nostro docente era in realtà una capra per giunta nemmeno tanto normale, un prof che per tre anni non aveva mai spiegato ma solo urlato e dato spettacolo. Ricordo ancora quando una mattina, fuori di se, ci divise in due gruppo dicendo che a destra erano seduti gli ebrei e a sinistra i tedeschi. Non chiedetemi perché eravamo costretti a subire tutto questo.
E poi c'era la stronza. La docente esterna di latino e greco. Ci avevano avvisato che era una strega e allora io iniziai proprio da lei. Un esame orale durato la bellezza di un'ora e più, ne sono uscita stremata, ma ero troppo fiera di quell'Ilaria che si cibava dei libri, che amava studiare, che aveva tradotto greco classico leggendo in metrica senza vocabolario, che aveva spiegato un teorema di fisica che nemmeno lei sapeva come era stata in grado di farcela, che aveva presentato Pascoli con la prof di italiano e discusso di crisi politica con la prof di economia. Uscii da quella stanza con 80 chili in meno, leggera, pronta a godermi l'estate, fiera di aver superato la maturità nel giro di una settimana.
Ecco, io la mia maturità la rifarei ogni anno, con le stesse emozioni, con la stessa voglia di allora, con le stesse paure ed ansie di chi a 19 anni non lo sa cos'è la vita e dopo il liceo non sa cosa aspettarsi, ma sa che con una formazione come quella del vecchio ordinamento, potrà facilmente affrontare altri percorsi di studi, o magari andare a vendere le mutande al mercato, ma lo farà come se stesse elargendo sesterzi al popolo romano.

Forza ragazzi, affrontate questa maturità con tutta la grinta e l'energia che avete, fate giustizia a questi cinque anni passati a studiare, ridendo e piangendo insieme, soffrendo e sudando.
Buona maturità a tutti, specie a voi liceali che nei cortei siamo sempre "pezzi di merda".

In bocca al lupo!